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In India e in molti altri paesi dell'Asia, diverse specie di primati si sono ormai perfettamente adattate alla vita urbana e alla convivenza con gli esseri umani, imparando a sfruttare ogni tipo di risorsa disponibile, inclusi i turisti. Nel complesso templare di Dakshineswar, vicino Calcutta, un gruppo di entelli grigi, conosciuti anche come scimmie langur (Semnopithecus entellus) ha infatti affinato nel tempo le strategie per ottenere cibo da turisti e fedeli, senza però ricorrere alla forza o al furto. Questi primati, considerati sacri nell'area, si sono così guadagnati la simpatia dei devoti grazie a un approccio più gentile, ma comunque insistente, che si traduce in risultati notevoli e, soprattutto, in tanto cibo gratis.
Elemosinare da mangiare, ma con gentilezza

Gli entelli di Dakshineswar non urlano, non mostrano segni di aggressività e non cercano di rubare o imporsi con atteggiamenti minacciosi, come accade altrove con altre specie di scimmie più invadenti, come i macachi o le bertucce di Gibilterra. Al contrario, si avvicinano con discrezione ai visitatori, afferrano delicatamente le loro gambe, tirano i loro vestiti o stringono le loro mani, restando in paziente attesa di un'offerta volontaria. In molti casi, basta che una scimmia si posizioni davanti a una persona senza far nulla per ottenere ciò che vuole.
Secondo gli autori dello studio pubblicato recentemente su Animal Cognition, il comportamento di questi primati è eccezionalmente pacifico. Inoltre, non mostrano alcuna inibizione nei confronti degli esseri umani, il che è molto insolito. Nessun verso, nessun attacco, nessuno furto direttamente dalle mani o dagli zaini: gli entelli si limitano a chiedere cibo con gentilezza,e le persone glielo offrono molto volentieri, forse convinte anche che dar da mangiare alle scimmie in quel contesto religioso aiuti persino a redimere i proprio peccati.
Una strategia precisa e ben collaudata

Osservando e studiando un gruppo di 31 individui, i ricercatori hanno registrato e analizzato ben 1.293 episodi di "elemosina", con un tasso di successo addirittura dell'81%. Del resto, il sistema e le tecniche sono ormai ben collaudate. Le più efficaci sono attaccarsi alle gambe delle persone o tirare gentilmente i loro vestiti, mosse che sembrano rendere più difficile ai turisti ignorarli o allontanarsi. Anche la semplice presenza accanto a un altra scimmia intenta a elemosinare cibo si è rivelata spesso una strategia vincente.
Tuttavia, anche se "gentili", gli entelli non accettano qualsiasi offerta. A volte, per esempio, ricevono da mangiare frutta e ortaggi come carote e cavolfiori, ma se possono scegliere preferiscono arachidi, noccioline e, purtroppo, soprattutto merendine, dolci e altro cibo spazzatura. Naturalmente, questo tipo di dieta preoccupa non poco i ricercatori per i possibili effetti sulla salute dei primati. Per le scimmie, invece, sembra invece essere la ricompensa più ambita di tutte.
Un raro caso di apprendimento adattativo

La strategia degli entelli di Dakshineswar è un chiaro esempio di condizionamento operante e apprendimento adattativo: le scimmie hanno imparato rapidamente che certe azioni portano a una ricompensa e così le ripetono intenzionalmente. In qualche modo, devono aver scoperto che avvicinarsi ai turisti senza spaventarli o aggredirli, portava a del cibo. Quando questa tattica si è rivelata poi efficace, hanno cominciato a ripeterla sistematicamente e in maniera consapevole, preferendo la "gentilezza" all'aggressività.
Una prova in tal senso sta nel fatto che le scimmie non tentano mai di rubare il cibo dai negozi o dai banchi dei tanti venditori che sono in strada. Questo elemento suggerisce chiaramente che, forse, dopo numerosi tentativi falliti o che hanno innescato inseguimenti da parte dei commercianti infuriati, hanno capito presto che il furto non era una la strategia più vantaggiosa. Gli entelli hanno così trovato un armonia perfetta tra la necessità di cibo facile e la pacifica convivenza con le persone. Una strategia che, per ora, sembra proprio funzionare alla perfezione.