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Intelligenza artificiale (IA)

Trump ha usato ChatGTP per calcolare i dazi? Come funziona la formula

Dopo l’annuncio dei dazi, molti utenti e analisti hanno cominciato a chiedere ai chatbot IA “qual è un modo semplice per calcolare le tariffe”. Tutti hanno proposto una formula molto simile a quella adottata dalla Casa Bianca.
A cura di Elisabetta Rosso
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Il 2 aprile alle ore 22 (ora italiana), Donald Trump dal Giardino delle Rose della Casa Bianca ha annunciato i dazi reciproci. "Gli Stati Uniti sono stati razziati, saccheggiati, devastati e stuprati", ha dichiarato il presidente. Ora vuole porvi rimedio. Si parte da una cifra base del 10%, per poi aggiungere una quota che varia da Paese a Paese: 32% per Taiwan, 10% per Brasile, 34% per la Cina, 20% per l'Unione europea (quindi anche per l'Italia). Molti si sono chiesti da dove provengano questi numeri, la testata The Verge ha dato una possibile risposta.

Per calcolare i dazi, la Casa Bianca potrebbe aver adottato una formula semplificata, simile a quella suggerita dai chatbot di intelligenza artificiale. Dopo l'annuncio delle tariffe gli utenti sui social e analisti economici hanno cercato di capire la logica dietro ai numeri. The Verge ha verificato questa teoria sottoponendo ai software IA il dilemma dei dazi: "Tutti hanno proposto la formula scelta dall'amministrazione Trump".

Non sappiamo se il team di Trump abbia utilizzato uno strumento di intelligenza artificiale per dare forma a una nuova politica commerciale globale in tempi stretti. Tuttavia le risposte dei chatbot così simili alla formula dei dazi sollevano domande sull’approccio adottato dalla Casa Bianca.

Non sarebbe comunque il primo passo falso dell'amministrazione Trump, ha appena affrontato uno scandalo per aver utilizzato Signal per discutere piani di guerra riservati. Musk ha anche annunciato il grande piano del Doge (Dipartimento per l'efficenza governativa): sostituire i dipendenti con l'intelligenza artificiale. In un quadro simile non sarebbe poi così strano chiedere a un chatbot la formula per calcolare i dazi. 

 La tesi di James Surowiecki

Il giornalista economico James Surowiecki ha analizzato i dazi scoprendo che i calcoli della Casa Bianca possono essere replicati dividendo il deficit commerciale di un paese con gli USA per il totale delle sue esportazioni verso gli Stati Uniti. Dimezzando questo valore, si ottiene una percentuale che corrisponde ai dazi annunciati. I conti tornano. Prendiamo il caso dell'Unione europea (20%). Il deficit commerciale dell’UE con gli USA è di 235,6 miliardi di dollari, se dividiamo questa cifra per il totale delle importazioni degli Stati Uniti dall’Ue, 605,8 miliardi, otteniamo 0,39 come risultato, quindi 40% arrotondando. La cifra dimezzata porta esattamente al 20%. 

La Casa Bianca ha contestato questa teoria e ha pubblicato una propria formula ufficiale. Tuttavia, come scrive Politico, il metodo indicato dal governo sembra alla fine solo una versione più elaborata dello schema identificato da Surowiecki.

Trump ha davvero utilizzato l'intelligenza artificiale?

Dopo l'annuncio dei dazi, molti utenti hanno cominciato a chiedere ai chatbot IA "qual è un modo semplice per calcolare le tariffe". Tutti hanno proposto una formula molto simile a quella adottata dalla Casa Bianca. Alcuni chatbot, come Grok e Claude, hanno persino suggerito di dimezzare il valore finale, proprio come nel calcolo fatto dall'amministrazione Trump per stabilire i dazi, secondo Surowiecki.

Gemini, invece, ha aggiunto una serie di avvertimenti, sottolineando che "questo calcolo offre un metodo apparentemente semplice per affrontare i deficit commerciali bilaterali, ma le sue implicazioni economiche reali potrebbero portare a conseguenze negative sostanziali, molti economisti sostengono che le tariffe non sono uno strumento efficace per bilanciare i deficit commerciali". Mancano prove ufficiali e non è chiaro come si sia arrivati alle tariffe che verranno applicate il 5 aprile. Calcoli e formule approssimative però, secondo gli analisti, potrebbero avere un impatto indesiderato sulle politiche commerciali a livello globale. 

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