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Terapia genica sperimentale ridona la vista a bambini ciechi: “Svolta che cambia la vita”

Sfruttando un virus innocuo in grado di inserire la copia funzionante di un gene difettoso nella retina, un team di ricerca internazionale è riuscito a ridonare la vista a bambini ciechi, affetti da una grave forma di distrofia retinica. I risultati della nuova terapia genica sperimentale sono stati definiti spettacolari e offrono una speranza per i piccoli che nascono con questa grave e rara malattia genetica.
A cura di Andrea Centini
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Una terapia genica sperimentale ha ridonato la vista a bambini certificati come ciechi sin dalla nascita, a causa di una grave forma di distrofia retinica che determina la rapida e progressiva morte delle cellule della retina. Nello specifico, si tratta di una rara malattia legata a una carenza del gene AIPL1 (Aryl Hydrocarbon Receptor Interacting Protein Like 1), fondamentale nello sviluppo e nel funzionamento dei fotorecettori retinici. La proteina che codifica questo gene è così preziosa che i bambini che ne sono privi vengono dichiarati ciechi dalla nascita, poiché l'unica cosa che riescono a percepire con la vista è una differenza tra la luce e il buio. Con la nuova terapia genica, basata sull'utilizzo di un virus per trasferire il gene sano nel tessuto retinico, ora questi bambini destinati a una vita di privazioni e sofferenza hanno una speranza; i risultati del trattamento sperimentale sono stati infatti considerati notevoli e impressionanti, avendo migliorato nettamente l'acuità e la funzione visive, contrastando la degenerazione progressiva della retina.

A mettere a punto la terapia genica sperimentale contro la distrofia retinica legata a carenza del gene AIPL1 è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati britannici del NIHR Moorfields Biomedical Research Centre e dell'Istituto di Oftalmologia dello University College di Londra (UCL), che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi di vari istituti. Fra quelli coinvolti la Facoltà di Medicina dell'Università di Friburgo (Germania), il Great Ormond Street Hospital for Children di Londra, il Dipartimento di Psicologia dell'Università di Amsterdam (Paesi Bassi) e diversi altri. I ricercatori, coordinati dal professor James WB Bainbridge dell'UCL, hanno testato la terapia genica su quattro bambini tra luglio 2019 e marzo 2020. Il gene AIPL1 sano è stato introdotto nel tessuto sotto la loro retina attraverso un virus innocuo, un vettore virale adeno-associato ricombinante nel quale è integrata la sequenza genica corretta, “guidata da una regione promotrice della rodopsina chinasi umana (rAAV8. hRKp.AIPL1)”, spiegano gli esperti. In parole semplici, il virus infetta le cellule retiniche e innesca naturalmente la produzione della proteina sana, mancante o comunque insufficiente nei bimbi affetti da questa forma di distrofia retinica. Il principio alla base non è molto diverso dalla nuova terapia genica inalabile per le persone con fibrosi cistica, basata su un lentivirus che introduce il gene sano CFTR.

Per determinare l'efficacia del trattamento i bambini sono stati sottoposti a una serie di test per valutare il recupero della vista. A 3,5 anni dall'intervento, in media, i bambini hanno mostrato un significativo miglioramento di diversi parametri: acuità visiva, visione funzionale, potenziali evocati visivi o VEP (Visual Evoked Potentials, un test per valutare la funzionalità del nervo ottico e della corteccia visiva cerebrale) e struttura retinica. In altri termini, la degenerazione retinica è stata contrastata e la loro vista è sensibilmente migliorata. A dimostrare il risultato estremamente positivo le differenze emerse tra i due occhi dei bimbi, dato che la somministrazione del virus è stata eseguita solo in uno per motivi di sicurezza; quello non trattato è diventato completamente cieco, l'altro ha invece evidenziato i sopracitati miglioramenti. “Per la prima volta abbiamo un trattamento efficace per la forma più grave di cecità infantile e un potenziale cambiamento di paradigma verso il trattamento nelle fasi iniziali della malattia. I risultati per questi bambini sono estremamente impressionanti e dimostrano il potere della terapia genica di cambiare le vite”, ha affermato in un comunicato stampa il professor Michel Michaelides, coautore dello studio.

Entusiasti i commenti dei genitori dei bimbi coinvolti nella sperimentazione, come la madre di Jace, uno dei quattro piccoli trattati con la terapia genica: “Dopo l'operazione, Jace ha iniziato subito a girare, ballare e far ridere le infermiere. Ha iniziato a rispondere alla TV e al telefono entro poche settimane dall'operazione e, nel giro di sei mesi, è riuscito a riconoscere e nominare le sue auto preferite da diversi metri di distanza; ci è voluto del tempo, però, al suo cervello per elaborare ciò che ora riusciva a vedere. Il sonno può essere difficile per i bambini con problemi di vista, ma ora si addormenta molto più facilmente, rendendo l'ora di andare a letto un'esperienza piacevole”. “È stata un'esperienza talmente positiva e i risultati sono a dir poco spettacolari”, gli ha fatto eco il marito Brendan.

Il trattamento è stato considerato dagli specialisti sicuro e ben tollerato, considerando che solo uno dei bambini ha sviluppato un edema maculare cistoide. Durante l'intervento di laparoscopia ai bambini è stato somministrato del prednisolone per contenere il processo infiammatorio. Chiaramente siamo innanzi a una terapia sperimentale e i piccoli saranno seguiti per un lungo periodo di follow-up. Nel frattempo la terapia è stata somministrata ad altri bambini e la speranza degli scienziati è che essa possa essere resa disponibile al più presto per il maggior numero di pazienti che ne hanno urgentemente bisogno. “I nostri risultati indicano che i bambini piccoli affetti da distrofia retinica correlata ad AIPL1 hanno tratto notevoli benefici dalla somministrazione sottoretinica di rAAV8.hRKp.AIPL1, con un miglioramento dell'acuità visiva e della visione funzionale e l'evidenza di una certa protezione contro la degenerazione retinica progressiva, senza gravi effetti avversi”, hanno chiosato gli esperti. I dettagli della ricerca “Gene therapy in children with AIPL1-associated severe retinal dystrophy: an open-label, first-in-human interventional study” sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet.

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