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Tempesta geomagnetica in arrivo nel primo weekend di aprile: flusso di vento solare “punta” la Terra

La NOAA prevede una tempesta solare oggi 5 aprile, con possibili aurore polari a latitudini più basse del normale. L’evento sarebbe legato a un peculiare fenomeno noto come CIR: di cosa si tratta e cosa dobbiamo aspettarci.
A cura di Andrea Centini
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Il Sole oggi 5 aprile 2025. Credit: NASA/SDO
Il Sole oggi 5 aprile 2025. Credit: NASA/SDO

Gli scienziati prevedono che oggi, sabato 5 aprile, una tempesta geomagnetica possa colpire la Terra. Il fenomeno sarebbe dovuto a un peculiare flusso di vento solare innescato da una “regione di interazione co-rotante”, meglio conosciuta con l'acronimo di CIR. In parole semplici, queste regioni che co-rotano col Sole si formano dallo scontro fra ondate di particelle cariche elettricamente (plasma) che viaggiano a velocità differenti. Il vento solare viene continuamente proiettato dalla stella, ma alcuni fenomeni come espulsioni di massa coronale (CME) e i buchi coronali possono renderlo più rapido, denso ed energetico.

Come spiegato dalla Scuola di Fisica dell'Università di Sydney, l'interazione tra i flussi rapidi e lenti di vento solare “genera una regione di compressione nella parte posteriore del flusso lento, la probabile formazione di uno shock emanante dalla regione di compressione (molto probabilmente due) e una regione di rarefazione nella parte posteriore del vapore veloce, il tutto con variazioni caratteristiche nelle variabili di plasma e campo”. La compressione e le onde d'urto che derivano dall'interazione tra i flussi di particelle danno vita a un vento solare più intenso ed energetico del solito; quando il flusso delle CIR è diretto verso la Terra, come sta accadendo in questo primo fine settimana di aprile, possono manifestarsi tempeste geomagnetiche più o meno forti con annesse aurore polari.

L'allerta di tempesta solare per questo weekend è stata data dallo Space Weather Prediction Center della NOAA, l'agenzia federale statunitense che si occupa di oceani, atmosfera e meteo spaziale. Fortunatamente per il 5 aprile non è previsto un fenomeno particolarmente intenso, dato che i bollettini segnalano una possibile tempesta geomagnetica di classe G2 (moderata), su una scala di cinque. Le tempeste solari estreme (G5), come il famigerato Evento di Carrington del 1859, possono avere effetti catastrofici sulla Terra distruggendo satelliti e infrastrutture elettriche, in grado di innescare blackout energetici, di comunicazioni (radio e internet) e navigazione GPS che potrebbero durare addirittura per mesi. Secondo alcuni esperti un fenomeno di questo tipo potrebbe farci ripiombare in un vero e proprio medioevo tecnologico con conseguenze inimmaginabili. Fortunatamente oggi siamo ben lontani da uno scenario di questo tipo, come evidenzia l'alert riportato qui di seguito.

Previsione di tempesta G2 per il 5 aprile
Previsione di tempesta G2 per il 5 aprile

La NOAA indica che una tempesta G2 può determinare problemi di tensione nei sistemi di alimentazione alle alte latitudini e danneggiare i trasformatori in caso di fenomeni di lunga durata. Anche i satelliti potrebbero avere qualche problema, necessitando di correzioni orbitali a causa dell'aumento della resistenza dell'aria. Proprio in questi giorni è previsto il lancio dei satelliti “Kuiper” di Amazon per internet a banda larga; una tempesta solare potrebbe minacciare il corretto dispiegamento in orbita, come accaduto nel febbraio del 2022 ad alcune decine di satelliti Starlink. Dopo il dispiegamento, infatti, questi veicoli spaziali devono raggiungere l'orbita prestabilita, ma le tempeste geomagnetiche possono aumentare a tal punto la resistenza dell'aria da renderlo impossibile. Diversi satelliti di Elon Musk andarono perduti poiché costretti a deorbitare dalle condizioni scatenate dalla tempesta solare.

Le tempeste G2 possono anche creare blackout nelle comunicazioni radio alle alte latitudini e innescare spettacolari aurore polari a latitudini un po' più basse del normale (ma non in Italia). L'aurora boreale, un'aurora polare nell'emisfero settentrionale, nasce proprio dall'interazione tra le particelle cariche elettricamente del vento solare e i gas presenti nella ionosfera, come ossigeno e azoto. Questa reazione fa scintillare le particelle di colori vividi, che si dispongono lungo le linee del campo magnetico terrestre dando vita ai caratteristici “tendaggi” degli archi aurorali. Come indicato, questo fine settimana non dobbiamo comunque aspettarci l'aurora boreale in Italia, come accaduto a Capodanno 2025 e a maggio e ottobre del 2024. “Le CIR sono zone di transizione tra flussi di vento solare lenti e veloci. Contengono onde d'urto simili a quelle delle CME e spesso svolgono un buon lavoro nell'innescare aurore ad alta latitudine”, ha chiosato Spaceweather.com.

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