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Questo dolcificante artificiale fa venire più fame dello zucchero normale: come agisce sul cervello

Un nuovo studio ha mostrato come il sucralosio, un dolcificante artificiale 600 volte più dolce dello zucchero ma con zero calorie, attivi una regione del cervello, l’ipotalamo, che regola il senso di fame, più di quanto fa il comune zucchero da cucina (saccarosio). Quali sono le cause di questa apparente contraddizioni.
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Per anni si è creduto che i dolcificanti artificiali potessero davvero aiutare le persone a perdere peso, senza costringerle a rinunciare al sapore dolce. Poi, con il passare degli anni, studi e ricerche hanno ridimensionato in modo drastico il loro potere dietetico, facendo invece emergere possibili effetti collaterali. Fino a che nel 2023 l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ne ha ufficialmente sconsigliato a tutti l'assunzione – fatta eccezione per i diabetici – per perdere peso, evidenziandone invece i possibili rischi per la salute.

Ora, un nuovo studio incentrato su uno specifico dolcificante artificiale, il, mette in guardia sul modo in cui questa sostanza potrebbe agire sul cervello e aumentare il senso di fame, producendo in definitiva un effetto opposto a quello per cui in teoria le persone lo assumono. In passato, un precedente studio aveva evidenziato il rischio di danni al DNA associato a questo stesso dolcificante.

Lo studio sugli effetti del sucralosio

I ricercatori della della Keck School of Medicine della University of Southern California hanno infatti verificato in un gruppo di 75 persone di età compresa tra i 18 e i 35 anni che l'assunzione di sucralosio produce un effetto sull'ipotalamo, la regione del cervello che aiuta a controllare il senso di fame, aumentandolo più di quanto fa il normare zucchero da cucina (saccarosio).

I 75 partecipanti (sia maschi che femmine) sono stati chiamati in tre visite distinte a bere tre bevande che avevano apparentemente lo stesso sapore, così da non influenzarli nella valutazione del senso di fame. In realtà, però, il loro contenuto era diverso: nella prima c'era solo acqua potabile, senza né saccarosio né dolcificante, nella seconda è stato aggiunto saccarosio e nella terza sucralosio. Ad ogni prova, i ricercatori hanno effettuato controlli medici prima e dopo sui partecipanti, tra cui scansione cerebrali e prelievo di campioni di sangue, inoltre, due ore dopo l'assunzione della bevanda, ai partecipanti è stato chiesto di valutare il loro senso di fame.

Cosa succede nell'ipotalamo

Ne è emerso che bere sucralosio ha aumentato l'attività cerebrale nell'ipotalamo e ha innescato più fame rispetto alla bevanda contente zucchero. L'attività registrata nell'ipotalamo era maggiore anche rispetto a quella attivata dalla bevanda a base di sola acqua, ma il senso di fame restava invariato. Sebbene queste variazioni siano comparse in tutte i partecipanti, erano più evidenti in quelli con sovrappeso e obesità.

Ma come mai il sucralosio ha innescato un maggior senso di fame? Secondo i ricercatori, il punto risiederebbe nel meccanismo con cui questa sostanza agisce sui metaboliti e nelle interazione tra questi e il cervello. Pur essendo infatti 600 volte più dolce del saccarosio, questo dolcificante ha zero calorie: i ricercatori hanno confermato, come immaginavano, che, a differenza del saccarosio, il sucralosio non ha fatto aumentare i livelli di glucosio di zucchero, non attivando quindi ormoni come l'insulina o il peptide 1 simile al glucagone (GLP-1), che svolgono un ruolo fondamentale, non solo nel tenere nei limiti i picchi di glucosio di sangue, ma anche nel regolare il senso di fame.

Messaggi confusi al cervello

"Il corpo usa questi ormoni per dire al cervello che hai assunto calorie, così da ridurre la fame – spiegano i ricercatori – Il sucralosio non ha avuto questo effetto". In sostanza, secondo i ricercatori il sucralosio produce nel corpo una risposta molto simile a quella già ipotizzata per altri dolcificanti sintetici senza calorie: il loro sapore dolce potrebbe stimolare l'appetito, senza però produrre quelle sostanze che inviano al cervello il messaggio "sto mangiando", fondamentale per far sì che il cervello spenga il senso di fame.

Inoltre, le scansioni cerebrali effettuate dopo il consumo della bevanda con sucralosio, mostrano una maggiore connettività funzionale tra l'ipotalamo e altre regioni del cervello, che tra le altre cose regolano il senso di motivazione e l'elaborazione dei sensi. Tra le aree attivate c'era anche la corteccia cingolata anteriore, una regione coinvolta nel processi con cui prendiamo le decisioni. "Questi risultati suggeriscono che il sucralosio potrebbe avere un impatto sulle voglie o sul comportamento alimentare", ipotizzano gli autori dello studio. Dato che questo dolcificante, oltre a essere venduto singolarmente, è presente anche in alcune bevande senza zucchero e altri prodotti dietetici, sono necessari altri studi per misurare gli effetti a lungo termine del consumo del sucralosio e in genere degli altri dolcificanti artificiali.

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