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Perché Marte è il Pianeta Rosso? Una nuova scoperta cambia la spiegazione del colore

Marte è chiamato Pianeta Rosso per il colore distintivo della sua superficie: questo colore deriva dalla presenza di minerali del ferro che si sono ossidati nel suolo marziano, conferendo alla sua superficie la caratteristica tonalità arrugginita. Un nuovo studio ha però dimostrato che la principale componente ossidata non è l’ematite come finora ritenuto, ma la ferridrite, un altro ossido del ferro che si forma solo in presenza di acqua fredda.
A cura di Valeria Aiello
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Marte è conosciuto come il “Pianeta rosso” per il suo colore distintivo, che ha affascinato l’umanità per secoli: dagli egizi, che furono i primi a dargli il nome di “Her Desher che significa “Il Rosso”, agli antichi romani che, in onore del dio della guerra lo chiamarono Marte (Mars, in latino) perché il suo colore ricordava il sangue, ancora oggi ci si riferisce a Marte come al Pianeta Rosso per i minerali del ferro che si sono ossidati nel suolo marziano, conferendo alla sua superficie la caratteristica tonalità arrugginita.

Un nuovo studio, pubblicato oggi (25 febbraio) sulla rivista scientifica Nature Communications ha però messo in discussione la principale componente di questi ossidi di ferro, dimostrando che la fase dominante non è l’ematite, come finora ritenuto, ma la ferridrite, un altro ossido del ferro che di solito si forma rapidamente solo in presenza di acqua fredda.

L’ipotesi dell’ematite era basata sulle osservazioni delle sonde spaziali, che non avevano trovato prove di acqua nell’ossido di ferro: l’ematite è infatti un ossido ferrico, che su Marte si sarebbe formato “in condizioni di superficie asciutta, attraverso reazioni con l’atmosfera marziana nel corso di miliardi di anni, dopo il primo periodo umido di Marte” hanno spiegato i ricercatori in una nota diffusa dall’Agenzia spaziale europea (ESA) -. Tuttavia, una nuova analisi delle osservazioni spaziali in combinazione con nuove tecniche di laboratorio mostra che il colore rosso di Marte è meglio abbinato agli ossidi di ferro contenenti acqua, noti come ferridrite”.

Cos’è la ferridrite, l’ossido del ferro che può spiegare il colore rosso a Marte

La ferridrite è un ossido del ferro idrato, o ossi-idrossido, che di solito si forma rapidamente in condizioni fredde e umide, quindi in presenza di acqua fredda. “Su Marte, la ferridrite potrebbe essersi formata quando il pianeta aveva ancora acqua sulla sua superficie, mantenendo la sua firma acquosa fino ai giorni nostri, nonostante sia stata frantumata e sparsa sul pianeta sin dalla sua formazione”.

Per arrivare a questa spiegazione, i ricercatori hanno condotto analisi combinate di dati di missioni spaziali e nuovi esperimenti di laboratorio, creando una replica della polvere di Marte, che hanno poi esaminato usando le stesse tecniche delle navicelle spaziali nell’orbita marziana. Da questi test, è emerso che la ferridrite era l’ossido di ferro con la migliore corrispondenza, il che ha messo in discussione i tradizionali modelli di ossidazione in condizioni di asciutto.

L’analisi della mineralogia della polvere da parte di Mars Express ha contribuito a dimostrare che anche le regioni del pianeta più polverose contengono minerali ricchi di acqua. E grazie all’orbita unica del Trace Gas Orbiter (TGO) dell’ESA, che consente di osservare la stessa regione in diverse condizioni di illuminazione e angolazioni, abbiamo potuto anche districare la dimensione e la composizione delle particelle, essenziali per ricreare la corretta dimensione della polvere in laboratorio – hanno aggiunto gli studiosi – . Anche i dati del Mars Reconnaissance Orbiter della NASA, insieme alle misurazioni effettuate a terra dai rover della NASA Curiosity, Pathfinder e Opportunity, hanno contribuito a sostenere l’ipotesi della ferridrite”.

Per indagare più a fondo su quale sia l’ossido del ferro responsabile del colore rosso di Marte serviranno i dati delle prossime missioni, come quelli del rover Rosalind Franklin dell’ESA e del NASA-ESA Mars Sample Return, la missione che porterà sulla Terra i campioni raccolti dal rover Perseverance su Marte. “Alcuni di questi campioni includono polvere – ha precisato Colin Wilson, scienziato del progetto TGO e Mars Express dell'ESA – . Una volta che avremo questi preziosi campioni in laboratorio, saremo in grado di misurare esattamente quanta ferridrite contiene la polvere e cosa questo significa per la nostra comprensione della storia dell’acqua e delle possibilità di vita su Marte”.

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