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Forse siamo più vicini alla comprensione del misterioso fenomeno del déjà-vu

La sensazione del “già visto” o “già vissuto” davanti a un’esperienza completamente nuova potrebbe essere legata alla somiglianza spaziale degli ambienti della nuova situazione con una che abbiamo in memoria ma non ricordiamo esattamente.
A cura di Valeria Aiello
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Spesso attribuito alla stanchezza fisica o mentale, il misterioso fenomeno del déjà vu, che in alcune circostanze ci fa percepire la strana sensazione di aver già vissuto una situazione in realtà del tutto nuova, potrebbe essere innescato da una somiglianza spaziale tra la nuova situazione e una che abbiamo in memoria ma non ricordiamo esattamente.

Gli psicologi chiamano questa ipotesi come teoria della Gestalt secondo cui, nel momento in cui entriamo in contatto con qualcosa di nuovo, ci ricolleghiamo a esperienze passate e avvertiamo i nuovi elementi come già visti in precedenza. In altre parole, alla base del fenomeno del déjà vu – termine francese che significa appunto “già visto” –  potrebbe esserci una determinata organizzazione spaziale degli ambienti, inclusa la disposizione di mobili o di particolari oggetti, probabilmente uguale a quella di una diversa situazione vissuta in passato.

Secondo l’ipotesi della familiarità di Gestalt, se in quel momento non ci viene in mente quale sia la situazione precedente con organizzazione simile, potremmo percepire una forte sensazione di familiarità nei confronti della nuova situazione.

Per verificare questa ipotesi, un team di ricerca americano, guidato dalla professoressa di Psicologia cognitiva Anne Cleary della Colorado State University, ha utilizzato la realtà virtuale per simulare diversi scenari. “In questo modo potevamo manipolare gli scenari in cui le persone si trovavano – ha spiegato Clearly a The Conversation – . Alcuni scenari, in particolare, condividevano la stessa disposizione spaziale pur essendo distinti”.

I risultati di questo test, pubblicati in un articolo sulla rivista scientifica Consciousness and Cognition, hanno indicato che è più probabile che il déjà vu si verifichi quando le persone osservavano scenari con la stessa disposizione spaziale degli elementi di un precedente scenario che avevano visto ma non ricordavano.

Ciò suggerisce che un fattore che contribuisce al déjà vu può essere la somiglianza spaziale di un nuovo scenario con uno in memoria che in quel momento non viene richiamato alla mente consapevolmente – ha precisato l’esperta – . Questo non significa però che la somiglianza spaziale sia l’unica causa del déjà vu: molto probabilmente, diversi altri fattori possono contribuire a ciò che rende familiare uno scenario o una situazione”.

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