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Cos’è il tumore del pene, quali sono i sintomi e perché è in aumento: 6.500 amputazioni in Brasile

Il tumore del pene è una malattia rara, ma i casi sono in crescita in diversi Paesi. In Brasile, ad esempio, negli ultimi 10 anni sono state eseguite oltre 6.500 amputazioni dell’organo genitale. Quali sono i sintomi, le cause e come si cura.
A cura di Andrea Centini
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Tra le malattie oncologiche con diagnosi in crescita vi è anche il tumore del pene, la formazione di una neoplasia benigna o maligna (cancro) sull'organo genitale maschile. Si tratta di un tumore raro, con un'incidenza di circa 1 caso ogni 100.000 uomini nei Paesi occidentali, come riportato dall'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC). Ma ci sono alcune eccezioni. In Germania, ad esempio, secondo i dati citati dalla BBC si è passati da 1,2 casi a 1,8 casi per 100.000 tra il 1961 e il 2012, mentre in Inghilterra c'è stato un incremento da 1,1 a 1,3 ogni 100.000 tra il 1979 e il 2009. Non siamo chiaramente ai livelli del tumore alla tiroide, che ha avuto un incremento quasi triplo nel passaggio dalla generazione dei Baby Boomers alla Generazione X, ma si tratta comunque di un dato da attenzionare.

In alcuni Paesi l'incidenza del tumore del pene è praticamente doppia rispetto a quella europea. In Brasile, ad esempio, l'incidenza è di 2,1 casi ogni 100.000 uomini, al secondo posto dietro l'Uganda con 2,2 casi ogni 100.000, in base a quanto rilevato da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica JMIR Public Health and Surveillance. In Brasile la situazione più preoccupante è quella relativa allo Stato del Maranhão, tra i più poveri in assoluto, dove si arriva addirittura a 6,1 casi ogni 100.000. Negli ultimi 10 anni in tutto il Paese sono stati registrate oltre 21.000 diagnosi, con più di 4.000 morti e 6.500 amputazioni. In base alla gravità del cancro, i medici possono arrivare all'amputazione parziale o totale del pene, coinvolgendo anche i testicoli in caso di metastasi. Nei casi più invasivi, gli uomini privati del tutto degli organi genitali sono costretti a urinare seduti da un orifizio creato artificialmente nel perineo. È chiaro che si tratta una malattia che può avere un impatto catastrofico sulla qualità della vita di una persona, sia fisica e psicologica, dato che è in grado di distruggere la sfera sessuale e l'identità di genere.

Cause e tipi di tumore del pene

Tra i fattori di rischio principali del tumore del pene, come evidenziato dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS), vi è l'infezione da Papillomavirus umano (HPV), che si può trasmettere attraverso rapporti sessuali non protetti. Un'infezione cronica, soprattutto nei pazienti con fimosi, cioè una condizione in cui la pelle del prepuzio non si ritrae correttamente dietro il glande, è un'altra condizione di rischio nota. Anche la semplice fimosi, soprattutto se associata alla scarsa igiene, favorisce l'accumulo di popolazioni batteriche che possono catalizzare l'insorgenza di alcuni tumori del pene. Tra gli altri fattori di rischio figurano il vizio del fumo, condizioni infiammatorie croniche e l'età avanzata; in genere la neoplasia viene diagnostica attorno ai 60 anni. Tra i tipi di tumore del pene citati dall'ISS figurano il carcinoma del pene a cellule squamose, il più diffuso e che rappresenta la quasi totalità dei casi (90 percento); l'adenocarcinoma del pene; il melanoma del pene e il carcinoma in situ, “un tipo particolare di carcinoma a cellule squamose”.

Quali sono i sintomi del tumore del pene

I sintomi iniziali del tumore del pene in genere sono associati alla formazione di una sorta di verruca e dal rilascio di una secrezione dall'odore sgradevole e irritante. Il pene può inoltre apparire gonfio e dolente, con o senza sanguinamento. Possono avvenire anche un cambiamento di colore dei tessuti dell'organo genitale, un ispessimento della pelle del prepuzio con conseguente fimosi, formazione di ulcere e piccole placche biancastre o rossastre, spiega l'ISS. Se preso per tempo si può evitare l'amputazione grazie a radioterapia, chemioterapia, circoncisione e chirurgia di precisione (come laser, criochirurgia e Mohs), ma nei casi più gravi, come indicato, per salvare la vita al paziente può essere prevista la rimozione dell'intero apparato genitale. La prevenzione si basa principalmente sull'evitare rapporti sessuali non protetti e vaccinarsi contro l'HPV, che è importante sia negli uomini che nelle donne. Ricordiamo che il preservativo non protegge totalmente dall'infezione da Papilloma virus. Anche curare l'igiene intima è fondamentale. L'ISS sottolinea l'effetto protettivo della circoncisione, che riduce il rischio di tumore del pene “dalle 3 alle 5 volte”.

Perché i casi di tumore del pene sono in aumento

Secondo gli esperti, tra le possibili ragioni dell'aumento di casi di tumore del pene vi sono la precocità dei primi rapporti sessuali; i comportamenti sessuali non protetti con più partner (che favoriscono la diffusione dell'HPV); il vizio del fumo; il peggioramento generale degli stili di vita e l'invecchiamento della popolazione. Secondo i dati citati dalla BBC, si stima che entro il 2050 l'incidenza globale del cancro al pene aumenterà di quasi l'80 percento. Un recente studio ha scoperto microplastiche in quattro campioni di pene umano su cinque; non è noto il potenziale rischio associato allo sviluppo di neoplasie.

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