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Latte e formaggi egiziani contaminati da Escherichia coli: batterio trovato nel 25% dei campioni

Un team di ricerca internazionale ha scoperto che circa 1/4 dei prodotti lattiero caseari egiziani è contaminato dal batterio Escherichia coli. Tra essi latte, formaggi, yogurt e rayeb. Rilevati ceppi resistenti a più farmaci e responsabili di una significativa epidemia di diarrea in Giappone. Un ceppo è considerato anomalo perché “non rientra in nessuna categoria esistente”.
A cura di Andrea Centini
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Uno studio ha rilevato contaminazione da Escherichia coli in oltre il 25 percento dei prodotti lattiero caseari prodotti in Egitto, in particolar modo nel latte, ma sono coinvolti anche formaggi, yogurt e rayeb. Il latte crudo di bufala è risultato essere quello più contaminato in assoluto, con la presenza del batterio in quasi il 70 percento dei campioni analizzati. Circa il 30 percento dei ceppi di E. coli identificati è risultato resistente a uno o più farmaci; due di essi sono stai coinvolti anche in un significativo focolaio di diarrea scoppiato in Giappone nel 2021.

Escherichia coli è un batterio che vive normalmente nella flora batterica intestinale nostra e di altri mammiferi; in alcune circostanze, tuttavia, questo enterobatterio può trasformarsi in un patogeno opportunista e rappresentare un potenziale pericolo per la salute. Oltre alla diarrea, alcuni ceppi possono infatti provocare significative infezioni al tratto urinario, alla prostata e alla zona pelvica, mentre i più aggressivi sono associati a insufficienza renale, setticemia e meningite che possono sfociare in danni permanenti e morte. In Italia è balzato agli onori della cronaca nazionale il caso di un bimbo di 4 anni entrato in stato vegetativo dopo aver mangiato formaggio contaminato da E. coli. Per tutte queste ragioni il batterio viene costantemente monitorato, in particolar modo nelle acque, dove rappresenta un chiaro indicatore di sicurezza. Il fatto che circa il 25 percento dei prodotti lattiero caseari egiziani ne è contaminato, spiegano gli autori del nuovo studio, evidenzia un rischio per la salute da non sottovalutare, a maggior ragione per la presenza di ceppi resistenti a più farmaci potenzialmente patogeni e la scoperta di uno con caratteristiche insolite.

A condurre lo studio è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati giapponesi ed egiziani dell'Università Metropolitana di Osaka e del Dipartimento di igiene alimentare – Facoltà di medicina veterinaria dell'Università di Sadat City, che hanno collaborato con i colleghi dell'Osaka International Research Center for Infectious Diseases, dell'Università di Miyazaki e altri istituti. I ricercatori, coordinati dai professori Asmaa M. Elbastawesy e Shinji Yamasaki, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato oltre 200 campioni di prodotti lattiero caseari acquistati in vari mercati, fattorie, supermercati e venditori ambulanti in città egiziane. Tra i prodotti analizzati latte di capra, latte crudo di bufala, yogurt, rayeb e formaggi Domiati, che sono tra i più popolari in Egitto. Come spiegato dagli autori dello studio, si tratta di un “formaggio bianco, morbido e salato, che costituisce circa il 75% del mercato dei formaggi in Egitto, prodotto mescolando latte pastorizzato e crudo senza una coltura starter, in condizioni specifiche di pH, sale e umidità”.

Dalle analisi di laboratorio è emerso che il 26,2 percento dei prodotti analizzati è risultato contaminato dal batterio Escherichia coli. Il prodotto con la maggiore incidenza di contaminazione, come indicato, è risultato essere il latte crudo di bufala, col 68 percento dei campioni positivi ai test. Il meno contaminato è invece risultato essere il rayeb, un tipo di latte scremato e cagliato dal sapore acidulo, con il 7,5 percento dei campioni risultati positivi. Dei vari ceppi identificati, in 23 (pari al 27,4 percento) sono risultati essere resistenti a uno o più farmaci antimicrobici; la resistenza più alta è stata rilevata contro antibiotici comuni come ampicillina, streptomicina e tetraciclina. Due dei ceppi identificati – OgGp9:Hg18 e uno del gruppo filogenetico D – sono stati associati a una severa epidemia diarroica che colpì la prefettura di Toyama in Giappone nel 2021; in quel caso oltre fu diagnosticata l'intossicazione in oltre 1.800 bambini dopo aver consumato del latte. Gli stessi ceppi erano stati isolati in precedenza in formaggi prodotti in Egitto nel 2018. Secondo gli scienziati le contaminazioni nel Paese africano sarebbero associate alla preferenza di utilizzare il latte crudo al posto di quello pastorizzato e alle condizioni igieniche incontrollate “che possono compromettere sicurezza e qualità”.

Gli autori dello studio hanno rilevato anche un ceppo del batterio peculiare sul quale è necessario approfondire le indagini. “L' E. coli scoperto in questo studio ha attirato l'attenzione come un nuovo E. coli patogeno che non rientra in nessuna categoria esistente”, ha affermato il professor Yamasaki dell'Osaka International Research Center for Infectious Diseases. “In futuro, man mano che la chiarificazione delle proprietà di questo patogeno progredisce ulteriormente, speriamo che la nostra ricerca porti alla definizione di metodi efficaci di trattamento e prevenzione”, ha chiosato l'esperto. Ricordiamo che i prodotti lattiero caseari importati in Italia dall'Egitto sono sottoposti ad approfonditi controlli antimicrobici nel contesto delle rigide leggi europee su qualità e sicurezza alimentare. I dettagli della ricerca “Prevalence of potentially pathogenic and antimicrobial-resistant Escherichia coli in raw milk and dairy products in Egypt” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica International Dairy Journal.

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