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Il mistero della Red Princess: trovato per la prima volta uno scheletro con i denti tinti di rosso

In Cina, lungo la Via della Seta, sono stati rinvenuti i resti dello scheletro di una donna vissuta circa 2.000 anni fa, che presenta una caratteristica unica nel suo genere: i denti presentano le tracce di un colorante rosso che i ricercatori hanno scoperto essere cinabro, un colorante di orine minerale altamente tossico per l’uomo. È la prima attestazione del suo uso sui corpi umani.
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Springer Nature Link | Foto in allegato allo studio pubblicato su Archaeological Anthropological Sciences
Springer Nature Link | Foto in allegato allo studio pubblicato su Archaeological Anthropological Sciences

Quando vennero scoperti, nell'ormai lontano 2007, nel cimitero di Shengjindian nello Xinjiang, lungo l'antica la Via della Seta, i resti della "Principessa Rossa della Via della Seta" non sembravano diversi dagli altri rinvenuti nello stesso sito. Osservandoli però più da vicino i ricercatori della Jilin University, in Cina, hanno intuito ben presto che non si trovano davanti a uno scheletro qualunque.

Quello della donna aveva infatti una caratteristica che lo rendeva diverso non solo dai resti degli altri tre scheletri – di cui un bambino – ritrovati nello stesso sito, ma anche da tutti gli scheletri rinvenuti finora: i suoi denti presentavano infatti tracce visibili di un colorante rosso. Solo dopo attenti analisi i ricercatori hanno confermato che si trattava di cinabro, un colorante di origine naturale tossico per l'uomo. Per questo motivo i ricercatori hanno deciso di chiamare la donna "Principessa rossa della Via della Seta", anche se in realtà della sua vita, e quindi del suo status sociale, sappiamo veramente poco.

Perché questa scoperta è un primato

Ciò che fa di questa scoperta un primato è proprio la presenza sui denti dello scheletro di tracce confermate di cinabro, che secondo i ricercatori è stata applicato sulla donna quando era ancora vita, un dettaglio assolutamente non irrilevante, in quanto fa dei resti della Principessa rossa la prima attestazione documentata dell'uso consapevole su persone in vita della sostanza. "Questo – scrivono i ricercatori – è il primo e unico caso conosciuto dell'uso del cinabro come pigmento rosso per macchiare i denti nell'antichità e in tutto il mondo".

Il cinabro è infatti un pigmento rosso molto antico ottenuto dall'omonimo minerale costituito da solfuro di mercurio: sebbene sappiamo che in antichità sia stato a lungo impiegato per dipingere e con scopi rituali, anche in Cina, non avevamo prove, almeno finora, del suo uso su corpi umani. E il motivo è abbastanza chiaro: questa sostanza contiene un'elevata quantità di mercurio che lo rendere altamente tossico. Ecco perché questa scoperta è stata così sorprendete per i ricercatori.

Chi era la Principessa Rossa della Via della Seta

Secondo la ricostruzione che ne hanno fatto nel loro studio gli archeologi e ricercatori della Jilin University, la donna a cui appartenevano i misteriosi resti, appunto la Principessa Rossa, venne sepolta nell'area corrispondente oggi al sito archeologico del cimitero di Shengjindian, Xinjiang circa 2.000 anni fa. Oltre alla sua, il sito conteneva 31 manufatti, dove sono stati trovati manufatti, seta, ceramica, oro e altri ornamenti. Lo scheletro della Principessa rossa era collocato nella stessa tomba insieme ai resti di altri tre scheletri, di cui un bambino. Secondo i ricercatori, la donna sarebbe morta quando era ancora molto giovane: si stima che potesse avere tra i 20 e i 25 anni.

Perché aveva i denti colorati di rosso

In realtà, anche se il nome potrebbe far pensare il contrario, i ricercatori non sanno se la donna fosse davvero una principessa, né tanto meno se provenisse da un contesto reale. Tuttavia, gran parte dello studio è stato dedicato all'analisi e identificazione della sostanza rossa con cui i suoi denti furono colorati: i ricercatori dovevano infatti escludere che il colore fosse dovuto ad altre sostanze e tentare di risalire al periodo in cui è stato applicato. Per farlo hanno utilizzato tecnologie estremamente all'avanguardia, come la spettroscopia Raman e la spettroscopia a fluorescenza a raggi X. Oltre a confermare che si trattava davvero di cinabro, i ricercatori hanno anche trovante tracce di un legante proteico che probabilmente è servito per attaccare il colorante ai denti.

Sulle ragioni che avrebbero potuto portare la donna a tingersi i denti con questa sostanza non abbiamo delle spiegazioni certe, ma delle ipotesi: dato che nella cultura antica in Cina a questo colore veniva attribuito un significato propiziatorio, tanto che veniva spesso usato dagli sciamani, potrebbe essere stato applicato sulla donna – suggeriscono i ricercatori – per scopi rituali. Oppure potrebbe essere stato utilizzato a scopi cosmetici, un'ipotesi che vedrebbe una conferma nella pratica di dipingere i denti, ma di nero, presente in alcune culture antiche in Oceania e in Sud-est asiatico.

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