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Decadenza Berlusconi, è ancora scontro sul voto segreto: botta e risposta Grasso – Pdl

È polemica dopo le dichiarazioni da Washington del Presidente del Senato: ora il Popolo della Libertà è pronto allo scontro in Aula.
A cura di Redazione
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Stavolta tutto nasce da una frase che Pietro Grasso pronuncia da Washington, relativamente al voto dell'Aula del Senato sulla ratifica della decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di senatore: "Se il voto sarà segreto bisognerà vedere se sarà davvero un voto di coscienza o se dipenderà piuttosto da interessi diversi. Se invece il voto sarà palese, tutto sarà più chiaro". Una considerazione che per il momento ha avuto il solo effetto di ricompattare il Popolo della Libertà, dal momento che reazioni furiose sono arrivate sia dall'ala dei falchi che da quella delle colombe.

Per i primi ha parlato Renato Brunetta, che giudica le dichiarazioni di Grasso "degne di un uomo di parte, anzi di fazione e di certo non rispettano il suo ruolo di garante della dignità dei parlamentari". Per il portavoce del Popolo della Libertà alla Camera dei deputati, infatti, "ritenere che i senatori col voto segreto possano rispondere a interessi diversi dalla coscienza è una insinuazione gravissima e il solo sospetto è l'anticamera della calunnia". Sulla stessa linea Schifani, che parla di "ipotesi grave" e torna a chiedere che non ci siano colpi di mano sul voto segreto che è e resta "l'unica soluzione possibile", a meno che non si voglia operare una "forzatura inaccettabile". Simile la valutazione di Cicchitto, che parla di "irrazionale ricerca della rissa" da parte di chi invece non dovrebbe essere uomo di parte. Infine chiosa Lupi: "Con Berlusconi si stanno usando metodi mai visti prima nella storia del Parlamento".

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