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Gessica Notaro, nessuna attenuante per l’ex fidanzato: “Voleva privarla della sua identità”

Nessuna attenuate generica per Edson Tavares, condannato a 15 anni in secondo grado per l’aggressione con l’acido all’ex fidanzata Gessica Notaro. Secondo i giudici della Corte d’Appello di Bologna, il suo gesto “appare plastica rappresentazione di una meditata, ferma volontà di punire per sempre la vittima privandola non solo della sua speciale bellezza, ma della sua stessa identità, così da cancellarla agli occhi di chiunque”.
A cura di Ida Artiaco
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Nessuna attenuate generica per Edson Tavares, condannato a 15 anni in secondo grado per l'aggressione con l'acido nei confronti dell'ex fidanzata Gessica Notaro avvenuta il 10 gennaio 2017. È quanto deciso dalla Corte di Appello di Bologna, come si legge nella sentenza in cui spiegano le motivazioni della loro scelta. Secondo i giudici emiliani, infatti, l'aggressione messa in atto dal giovane ai danni della miss "appare plastica rappresentazione di una meditata, ferma volontà di punire per sempre la vittima privandola non solo della sua speciale bellezza, ma della sua stessa identità, così da cancellarla agli occhi di chiunque, non potendola ‘possedere' egli stesso". Pertanto, "nessuna frustrazione amorosa, per quanto dolorosa, può contribuire a attenuare la gravità della condotta qui in esame che, in quanto sostenuta da lucida preordinazione di mezzi e di modi, non si presta a inscriversi in un contesto emotivo sopraffattorio della razionalità".

Tuttavia, Tavares non si arrende e fa sapere tramite il suo avvocato, Riccardo Luzi, che "il ricorso in Cassazione è inevitabile. La motivazione che ha adottato la Corte di Appello non ci sembra sufficiente per superare quelle che erano le doglianze che avevamo proposto". Era il 10 gennaio del 2017 quando Gessica, concorrente a Miss Italia e istruttrice di delfini, è stata aggredita con l'acido da quello che era stato il suo compagno che non accettava la fine della loro storia d'amore. La ragazza è rimasta quasi sfigurata e ha dovuto sottoporsi a numerosi interventi chirurgici dopo quell'episodio.

L'uomo, 31 anni e originario di Capoverde, era stato già condannato a 10 anni di carcere in primo grado dal tribunale di Rimini per l'aggressione con l'acido, a cui se ne sono aggiunti altri 8 per stalking e altri reati; in appello i due processi sono stati riuniti con sentenza pronunciata dalla prima sezione penale il 15 novembre scorso, di cui solo ora sono state depositate le motivazioni. I giudici prendono in considerazione anche "la straordinaria gravità della condotta e del danno" e la "premeditata insidiosità" della condotta stessa, oltre ad alcuni precedenti che, "sebbene relativi a fatti non paragonabili per gravità contribuiscono ad illuminarne una personalità pronta a risolvere le situazioni di conflittualità tramite condotte illecite e sopraffattorie".

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