Turista americano arrestato dopo aver donato una lattina di Coca-Cola alla tribù più isolata del mondo

Un turista americano di 24 anni, Mykhailo Viktorovych Polyakov, è stato tratto in arresto dalla polizia indiana con l’accusa di aver visitato senza autorizzazione l’isola di North Sentinel, nell’Oceano Indiano. Secondo le autorità, il giovane avrebbe lasciato come offerta una lattina di Coca-Cola e una noce di cocco alla tribù sentinelese, considerata la più isolata del mondo.
Lo sbarco sull'isola e il dono della Coca-Cola
Polyakov avrebbe pianificato il suo viaggio nei minimi dettagli, studiando le condizioni del mare, le maree e i punti di accesso più agevoli all’isola, il cui ingresso agli stranieri è vietato per legge. Dopo aver soggiornato a Port Blair, capitale delle isole Andamane e Nicobare, il 24enne è salpato il 29 marzo per raggiungere North Sentinel, situata a circa 40 chilometri di distanza.
Una volta nei pressi dell’isola, l’uomo ha utilizzato un binocolo per individuare segni di vita e ha fischiato per circa un’ora nel tentativo di attirare l’attenzione degli abitanti, senza ottenere risposta. In seguito, è sbarcato, raccogliendo campioni di terra e registrando un video con una GoPro prima di lasciare delle offerte alla tribù, ovvero una lattina di Coca-Cola e una noce di cocco.
Il suo gesto non è passato inosservato: alcuni pescatori hanno segnalato la presenza di Polyakov alle autorità, che lo hanno arrestato e sequestrato l’imbarcazione e la telecamera contenente le immagini della sua incursione.
North Sentinel: un’isola protetta sulla quale è vietato recarsi
North Sentinel, grande all'incirca come Manhattan, fa parte dell’arcipelago delle Andamane ed è sotto la giurisdizione dell’India. Tuttavia, il governo indiano ha imposto il divieto assoluto di visita per proteggere la tribù sentinelese, che vive in completo isolamento da oltre 60mila anni.
Gli esperti avvertono che qualsiasi contatto con il mondo esterno potrebbe essere fatale per i sentinelesi, privi di immunità verso malattie comuni come l’influenza. "Le azioni di Polyakov non hanno messo a rischio solo la sua vita, ma anche quella dell’intera tribù sentinelese", ha dichiarato Caroline Pearce, direttrice di Survival International, organizzazione per la difesa dei diritti indigeni. "Popoli incontattati come i sentinelesi rischiano di essere sterminati da patologie per noi banali".
Oltre ai rischi sanitari, gli isolani hanno chiaramente espresso il loro desiderio di rimanere separati dal resto del mondo. Nel 2018, il missionario americano John Chau, 26 anni, fu ucciso a colpi di frecce nel tentativo di convertire la tribù al cristianesimo. Dopo averlo colpito, i sentinelesi trascinarono via il suo corpo, che si trova ancora sull’isola.