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“Trump usa simboli nazisti”. Facebook rimuove un post del Presidente degli Stati Uniti

Facebook ha rimosso uno spot elettorale della campagna di Donald Trump per aver violato le norme che vietano “messaggi di incitamento all’odio”. Il capo della Casa Bianca ha infatti pubblicato un triangolo rosso,simbolo che veniva utilizzato dai nazisti per “marchiare” i detenuti politici nei campi di concentramento.
A cura di Davide Falcioni
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Facebook ha rimosso uno spot elettorale della campagna di Donald Trump per aver violato le norme che vietano “messaggi di incitamento all’odio”: tra i simboli utilizzati nelle pubblicità pubblicate sugli account ufficiali del capo della Casa Bianca e del suo vice, Mike Pence, ce n'è infatti uno che richiama quelli adottati dai nazisti per “marchiare” le divise consegnate ai detenuti del campo di Auschwitz: un triangolo rosso capovolto.

Gli annunci del Presidente degli Stati Uniti riguardavano in particolare gli attacchi agli Antifa, che Trump ha definito "pericolosi gruppi di sinistra" e che ha deciso di contrassegnare con un triangolo rosso rovesciato, considerato un simbolo nazista visto che veniva adottato dal regime per marchiare i deportati politici nei campi di concentramento, come ha sottolineato anche la Lega Anti Diffamazione. "La nostra politica proibisce l’uso del simbolo di un gruppo bandito senza il contesto che condanna o discute il simbolo", ha commentato Andy Stone, portavoce di Facebook, alla Cnn. "Non consentiamo simboli che rappresentano organizzazioni odiose o ideologie odiose se non per condannarle", ha aggiunto Nathaniel Gleicher, direttore dei regolamenti sulla sicurezza informatica del social network, al Washington Post, che ha rivelato l'esistenza di questi annunci.

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Chi sono gli antifa

Da settimane, con le proteste organizzate in tutti gli Stati Uniti contro l'omicidio di George Floyd da parte di un agente di polizia, il capo della Casa Bianca ha ingaggiato una vera e propria guerra contro gli Antifa, arrivando a definirla un'"organizzazione terroristica". In realtà, tuttavia, non è possibile considerare quella antifascista una "sigla", né un'organizzazione, bensì un arcipelago di gruppi e collettivi per lo più informali, nella maggior parte dei casi privi di struttura e anche di coordinamento stabile tra di loro. Nel mirino di Trump, quindi, rischiano di finire migliaia di attivisti della sinistra radicale che stanno animando le manifestazioni di rivolta.

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