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Padre orco violenta e uccide la figlia di una settimana: “Volevo darle qualcosa per cui piangere”

La terribile confessione in tribunale di Hugo Ferreira, papà sudafricano di 37 anni ora condannato a due ergastoli per aver violentato e ucciso la figlioletta di appena una settimana di vita in casa sua l’8 giugno del 2023: “Non smetteva di piangere, così ho deciso di darle qualcosa per cui piangere davvero”.
A cura di Antonio Palma
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“Mia moglie aveva lasciato la bimba con me ma non smetteva di piangere, così ho deciso di darle qualcosa per cui piangere davvero", è la terribile confessione in tribunale di Hugo Ferreira, papà sudafricano di 37 anni ora condannato a due ergastoli per aver violentato e ucciso la figlioletta di appena una settimana di vita in casa sua l'8 giugno del 2023.

Come ricostruito nel processo a carico dell’uomo al Tribunale di Johannesburg, quel giorno la madre della piccola era uscita per andare a comprare i pannolini dicendo che sarebbe tornata presto. La donna però ci mise più tempo del previsto e la neonata cominciò a piangere perché aveva fame e aveva bisogno di essere cambiata. Un pianto che ha innescato nel padre una furia cieca con una sequenza raccapricciante.

“Ho afferrato con forza la bambina dietro al collo e le ho colpita ripetutamente i glutei, spingendola poi con la testa contro la superficie su cui stavo lavorando” ha confessato il 37enne. La neonata è stata portata in ospedale solo diverse ore dopo, quando la madre è tornata e si è accorta che era gravemente ferita, ed è tragicamente morta il giorno seguente per le ferite alla testa.

"Quando sua madre è tornata, ho capito che avrebbe visto che qualcosa non andava. Ho tenuto la bambina lontano da lei quel giorno. L'ho fatto perché mi sono reso conto che era gravemente ferita" ha ammesso l’uomo. Il 37enne ha raccontato che sapeva che in questo modo poteva morire, ma che non gli importava.

Nella sua dichiarazione, Ferreira ha ammesso di essere sotto l'effetto di metanfetamina al momento dei fatti, ma ha detto che questo non ha influenzato le sue azioni. Comportanti che il giudice ha descritto come "brutali, spietati e mostruosi" prima di ordinare che l’uomo venisse incarcerato a vita.

Per la terribile vicenda infatti non è stata prevista nessuna attenuante alla pena massima e l’uomo è stato condannato all’ergastolo sia per violenza sessuale sia per omicidio. Inoltre è stato inserito nel registro dei criminali sessuali.

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