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Nevie a 9 anni è la più giovane sopravvissuta alla strage di Manchester: “Così siamo scappate”

Nevie Hemblys era al concerto di Ariana Grande con la mamma e la sorella quando è esplosa la bomba all’esterno della Manchester Arena. Tra le più giovani sopravvissute alla strage, ha raccontato: “Tremavo, non capivamo cosa stesse succedendo. Ma spero di tornare presto a un altro concerto”.
A cura di Ida Artiaco
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Nevie Hemblys, 9 anni (MailOnline).
Nevie Hemblys, 9 anni (MailOnline).

Stava assistendo con la sorella maggiore e la madre al concerto di Ariana Grande, tra le sue popstar preferite, quando una forte esplosione ha rovinato quella che doveva essere una serata di festa. Nevie Hemblys, 9 anni, avrebbe potuto essere tra le 22 vittime e gli oltre 60 feriti, tra cui molti adolescenti e bambini, dell'attentato alla Manchester Arena del 23 maggio scorso. Ma con grande coraggio è riuscita a scappare e a mettersi in salvo, diventando la più giovane sopravvissuta dell'ennesima strage di innocenti. Con il permesso della mamma Heidi, 43 anni, ha raccontato in esclusiva al quotidiano inglese Daily Mail gli attimi immediatamente successivi all'attacco.

"È il secondo concerto a cui abbia mai partecipato nella mia vita, ero molto emozionata. Ho sentito il boato e ho cominciato ad avere paura e a tremare", ha ricordato Nevie. Insieme alla madre e alla sorella Nell, di 10 anni, è riuscita a ripararsi nel vicino Holiday Inn, l'albergo diventato in poco tempo un rifugio sicuro per tutti coloro che hanno cominciato a scappare dalla Manchester Arena. "Non riuscivamo a capire cosa stesse succedendo, eravamo in panico e abbiamo cominciato a seguire la folla. Continuavamo a chiedere alla mamma cosa fosse stato quel boato, ma lei cercava solo di tranquillizzarci", hanno continuato.

La famiglia aveva viaggiato da Halifax, nella contea del West Yorkshire, fino a Manchester per assistere al concerto di Ariana Grande. "È successo tutto in un attimo – ha detto la madre di Nevie, Heidi -. C'era gente che urlava e scappava, e noi fortunatamente siamo riuscite a metterci al sicuro. Anche se non riuscivo a dire alle mie bambine che cosa stava accadendo, era troppo difficile trovare le parole giuste. E lo sarà ancora di più cercare di farle sentire di nuovo protette dopo quanto successo". Le piccole, però, non hanno dubbi. Alla domanda del giornalista, che chiede loro cosa faranno in futuro, hanno risposto: "Se la mamma ci darà il permesso, torneremo ad ascoltare un altro concerto. Non dobbiamo avere paura".

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