Madrid e altre 8 città spagnole chiuse per coronavirus: multe per chi lascia la capitale
Il Governo spagnolo ha dichiarato lo “stato di allarme” nella comunità autonoma di Madrid, dove vivono oltre 6 milioni e mezzo di persone, con l’obiettivo di contenere l’epidemia da coronavirus. la misura, che si applica solo alla regione madrilena, permette di ristabilire in breve tempo le misure di confinamento perimetrale che erano attive dal 2 ottobre e che ieri, 8 ottobre, annullate da una successiva sentenza della Corte suprema di giustizia, la massima autorità giuridica della regione. Una mossa urgente quella del Governo centrale: l’obiettivo è impedire che la sospensione del confinamento avvenuta ieri incoraggi migliaia di madrileni a spostarsi verso altre regioni, approfittando del Ponte del 12 ottobre (festa nazionale in Spagna): l’area metropolitana della Capitale è attualmente la regione europea più colpita dalla “seconda ondata” di contagi.
La mossa del primo ministro spagnolo, il socialista Pedro Sánchez, rappresenta un nuovo capitolo nell’ accesissimo scontro fra governo di Madrid (governato dal PP e da Ciudadanos) e governo centrale (PSOE-UP). Era stato proprio il governo regionale a ricorrere al tribunale contro le misure di lockdown ordinate dal Governo. Isabel Díaz Ayuso ritiene infatti esagerati questi provvedimenti. Le nuove misure prevedono un parziale lockdown di Madrid e di altre nove città della comunità autonoma – Fuenlabrada, Parla, Alcobendas, Torrejón de Ardoz, Getafe, Alcorcón, Leganés, Móstoles e Alcalá de Henares – da cui da oggi non sarà più possibile entrare e uscire se non per motivi essenziali (lavoro, scuola e salute, tra gli altri: ma i giornali spagnoli dicono che le eccezioni al divieto sono parecchie). Inoltre prevedono “assembramenti” con un massimo di sei persone, riduzione della capienza di negozi e locali, chiusura anticipata di bar e ristoranti alle 23, e limitazione del partecipanti alle funzioni religiose.