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Conflitto Israele-Palestina e in Medio Oriente

Iacomini (Unicef): “Freddo e malattie a Gaza, i bimbi pagano prezzo più alto. Ma regge la pace anti-polio”

Andrea Iacomini (Unicef Italia) a Fanpage.it: “A Gaza freddo e malattie e a pagare il prezzo più alto sono i bambini. In 4 giorni abbiamo somministrato il vaccino anti-polio a oltre 500mila minori sotto i 10 anni: così li proteggiamo”.
Intervista a Andrea Iacomini
portavoce Unicef Italia.
A cura di Ida Artiaco
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"Nel momento in cui continua una situazione di sfollamento e non è chiara quale sarà la sorte di queste popolazioni che comunque si stanno muovendo, mentre molte altre sono ancora stanziate, è ovvio che il freddo la faccia da padrone, insieme alla mancanza di strutture igienico-sanitarie adeguate che favoriscono il proliferare di malattie. E a pagare il prezzo più alto sono sempre i più piccoli".

A parlare a Fanpage.it è Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia, che ha fatto il punto sulle condizioni dei minori a Gaza, dove regge la tregua tra Hamas e Israele entrata in vigore lo scorso 19 gennaio. Ma la situazione è ancora drammatica: solo nell'ultima settimana 6 bambini sono morti di freddo nella Striscia e l'aspettativa di vita è diminuita di 30 anni, come ha confermato uno studio pubblicato su Lancet.

"Si deve considerare – ha spiegato Iacomini – che a Gaza le persone vivono in ambienti di fortuna, non ci sono case, che sono state distrutte. È difficile ripararsi e a pagare il prezzo più alto sono i bambini. Non dimentichiamo che le morti per freddo non sono solo legate direttamente al fatto che i più piccoli non sanno dove stare e hanno bisogno di aiuti umanitari che noi stiamo cercando di portare, ma serve anche mettere in sicurezza i luoghi dove si trovano. Le necessità sono enormi, come enormi sono i numeri dei bambini malnutriti, dei bambini che hanno bisogno di acqua e altri che hanno bisogno di vaccinazioni urgenti perché in condizioni così catastrofiche le malattie cominciano ad arrivare e sono la minaccia più grande perché si diffondono velocemente".

Andrea Iacomini (Facebook).
Andrea Iacomini (Facebook).

Eppure, una buona notizia c'è. Proprio l'Unicef ha fatto sapere che più di 586.000 bambini a Gaza – il 99% dell'obiettivo – sono stati vaccinati contro la polio negli ultimi quattro giorni. "Abbiamo iniziato questa grande campagna di vaccinazione anti-polio che segue i due precedenti cicli di somministrazione condotti a settembre e ottobre scorsi che avevano raggiunto il 95% dell'obiettivo. L'abbiamo chiamata pace anti-polio, di fronte al fatto che malgrado si continuasse a bombardare si è riusciti a salvare tante vite. Non sono stati segnalati altri casi di polio dopo che un bambino di 10 mesi è rimasto paralizzato lo scorso agosto. Abbiamo però ottenuto nuovi campioni ambientali raccolti anche a Khan Younis che hanno riconfermato che purtroppo ci sono condizioni ideali per la diffusione ulteriore del poliovirus, tra cui il sovraffollamento nei rifugi e il danneggiamento delle strutture igieniche. Così abbiamo attivato nuova campagna di massa che è finita ieri. Il vaccino è stato somministrato a quasi 600mila bambini sotto i 10 anni per proteggerli. La polio necessita di intervento immediato, altrimenti si diffonde anche nei paesi limitrofi. Non è un problema solo di Gaza. Salvare i bambini della Striscia significa salvare tutti, anche quelli del resto della Regione", ha aggiunto Iacomini.

La campagna di vaccinazione è stata condotta dai tema di Unicef, Ministero della salute palestinese, Oms e Unrwa e gli altri partner. "Questo vaccino è sicuro, non c'è un numero massimo di volte in cui un bambino dovrebbe essere vaccinato quindi ogni dose è una protezione aggiuntiva. Se continua ad esserci il cessate il fuco saremo felici perché riusciremo a completare il ciclo di somministrazione ad aprile". ha concluso Iacomini, che ha aggiunto: "La cosiddetta pace anti-polio è l'esempio di come – se si vuole la pace – la si può ottenere. Una volta che avremo superato questo step dovremo poi occuparci del recupero psicologico dei bambini, per evitare che siano carichi di odio. C'è un tessuto umano da ricostruire che è un'impresa enorme, e possiamo farlo solo ricostruendo le scuole e cercando di far tornare a dialogare le parti proprio a partire dai più piccoli".

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