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Il figlio di Gisele Pelicot racconta il momento esatto in cui ha scoperto che suo padre era un mostro

Il figlio di Gisele Pelicot, David, ha raccontato i terribili attimi in cui ha scoperto le violenze sessuali perpetrate dal padre Dominique sulla madre e ha parlato delle accuse che sua sorella Caroline ha rivolto al genitore. “Anche io credo che sia stata abusata come mia madre, la aiuterò ad ottenere giustizia”.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Gisele Pelicot e il figlio David Pelicot
Gisele Pelicot e il figlio David Pelicot

"Era mio padre, ora non lo è più. Oggi per me è solo un mostro". A parlare è David Pelicot, figlio di Gisele, la donna che ha affrontato a testa alta e senza l'ausilio dell'anonimato il processo per gli stupri ai suoi danni organizzati dal marito Dominique mentre lei era incosciente. La sua scelta di non mantenere il procedimento penale a porte chiuse l'ha resa un'eroina nazionale in Francia e grazie al suo impegno, il tema della sottomissione chimica è diventato centrale nel Paese.

La donna è stata infatti violentata da più di 50 uomini: gli stupri erano stati organizzati dal marito che per agevolare le violenze le somministrava psicofarmaci e sonniferi. David è il figlio maggiore di Pelicot e le è stato accanto, insieme alla sorella Caroline, per tutta la durata del procedimento penale. Il padre ha ammesso in aula di aver drogato e violentato ripetutamente la moglie tra il 2011 e il 2020, invitando decine di sconosciuti nella loro casa nel sud della Francia.

Negli anni, l'uomo aveva collezionato più di 20mila video di abusi ai danni della moglie. "Il momento in cui mia madre mi ha raccontato cosa le era stato fatto resterà per sempre nella mia memoria – ha ammesso David in un'intervista a Sky -. Mia moglie rispose al telefono ed è stata la prima a parlare con mia mamma. Mi ha passato la cornetta dopo poco, era pallida in viso. Lei mi ha chiesto di sedermi in una stanza vuota, un posto tranquillo dove potessi stare solo e poi mi ha raccontato le violenze. Per me è stato come uno tsunami. Ho sentito tante emozioni crescere in me e poi la nausea che mi ha portato a vomitare appena ho chiuso la telefonata. Ho sentito il pavimento cedere sotto i miei piedi".

"Quando mi ha detto che era stata aggredita da più di 50 uomini ho fatto molta fatica ad accettarlo perché Dominique era la spina dorsale della famiglia" ha raccontato David chiamando il padre per nome. "Mi diceva che dovevo rispettare le donne, me lo aveva insegnato lui e quando ho sentito quello che ha fatto a nostra madre, in quanto figlio maggiore, mi sono sentito pieno di rabbia e non sono riuscito a capire niente".

A dicembre, Pelicot è stato condannato a 20 anni di carcere dopo aver ammesso i suoi crimini. "Mi chiedo come sia riuscito a ingannarci tutti per così tanto tempo – ha sottolineato -. Credo che sia una personalità a metà tra Dr Jekyll e Mr. Hyde". L'uomo ha anche scattato alcune foto alla figlia Caroline, addormentata e seminuda sul suo letto. Ha sempre negato di aver aggredito sessualmente la figlia, ma la donna è convinta di essere stata abusata con le stesse modalità usate sulla madre.

"Anche io credo che le sia successo qualcosa – ha sottolineato il fratello -. Sono pronto ad aiutarla nella sua lotta per la giustizia. Mio padre mi ha inviato una lettera poco dopo l'inizio del processo e mi sono chiesto perché mi scrivesse. Mi sono chiesto se volesse chiedermi perdono o se volesse manipolarmi. Ho letto attentamente la sua lettera, ma poi l'ho strappata e buttata nel cestino: non lo perdonerò mai".

Secondo l'uomo, il padre non ammetterà mai i suoi crimini. "Io credo ci siano altre vittime, ma non lo dirà mai ad alta voce. Non ho dubbi sul fatto che morirà in prigione ma so che porterà con sé molti dei suoi segreti". "Mia madre? Sì, è un'icona di coraggio adesso ma prima di tutto è la nostra mamma e la nonna dei miei figli. Per il mondo sarà per sempre un'eroina" ha spiegato, ribadendo però di non riuscire a prevedere se la sua famiglia potrà mai guarire dal male inflitto da Pelicot.

"Mia mamma sta cercando di ricostruire la sua vita, ma riconosce che il dolore che ha investito anche noi è insostenibile. Dobbiamo continuare a vivere, a dare un senso alla nostra vita e a non dimenticare che nel mondo ci sono altre donne che non possono denunciare e che devono essere aiutate".

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