Frana e inondazione tra Nepal e Tibet, 157 morti. La Farnesina: “Due italiani coinvolti, ma stanno bene”

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La devastante frana che sta colpendo il Nepal
La devastante frana in Tibet ha provocato almeno 157 morti, mentre 579 persone risultano ancora disperse, tra cui 466 stranieri. La Farnesina verifica il coinvolgimento di italiani: due connazionali sarebbero al sicuro e assistiti dalla diplomazia italiana.

Sono terribili le immagini che arrivano dal distretto di Rasuwa, nel nord del Nepal, al confine con il Tibet, dove una violenta alluvione, seguita da una frana di fango e detriti, ha travolto centinaia di persone.

Sono almeno 157 i corpi recuperati dalle macerie dopo la devastante frana che ha colpito la contea di Gyirong, nei pressi della città di Shigatse, in Tibet. Il bilancio, però, potrebbe aggravarsi ulteriormente: 579 persone risultano ancora disperse, tra cui 466 cittadini stranieri provenienti da 28 Paesi.

La Farnesina sta verificando il coinvolgimento di cittadini italiani. Secondo le informazioni disponibili, due connazionali si trovano nella zona e sono in buone condizioni, assistiti dalla diplomazia italiana. Complessivamente sono circa 90 gli italiani registrati tra Nepal e Tibet.

Fango e rocce travolgono i villaggi

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Fango e rocce travolgono i villaggi

Una violenta alluvione lampo tra Nepal e Tibet ha provocato una serie di frane e inondazioni nell'area al confine tra Cina e Nepal. Le immagini mostrano enormi quantità di acqua, fango e detriti abbattersi sulle zone abitate, travolgendo strade, edifici e infrastrutture.

I danni peggiori sono stati causati dall'esondazione di alcuni grandi fiumi, tra cui Bhotekoshi, Trishuli e Narayani. Fortemente colpite le zone montuose del distretto di Rasuwa, nel nord del Nepal, mentre sul versante tibetano la frana ha interessato la contea di Gyirong, nei pressi di Shigatse.

Secondo le prime informazioni, il disastro sarebbe legato a una combinazione di alluvioni improvvise e colate di fango, acqua e ghiaccio. Un terremoto registrato nell'area aveva inizialmente fatto ipotizzare che le scosse potessero aver contribuito a innescare la frana, ma il legame non è stato ancora accertato.

Intanto proseguono le operazioni di ricerca e soccorso. Le autorità cinesi hanno mobilitato uomini e mezzi per raggiungere le aree colpite, mentre il maltempo e le condizioni delle strade rendono particolarmente difficili gli interventi.

A Fanpage.it, l'italiana in Nepal, Margaux Tortorella, dalla capitale Kathmandu racconta l'ansia per un'emergenza che sta coinvolgendo persone e infrastrutture e che, secondo i residenti, potrebbe non essere ancora finita.

579 dispersi, 466 sono stranieri

Secondo l'ultimo aggiornamento dell'Ente del turismo del Nepal, sono 579 le persone ancora disperse. Di queste, 113 sono cittadini nepalesi e 466 stranieri, provenienti complessivamente da 28 Paesi.

Tra i dispersi risultano 54 cittadini statunitensi, 33 britannici e 113 nepalesi. Le persone coinvolte arrivavano anche da Canada, Malesia, Bielorussia, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Israele, Lituania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Portogallo, Russia, Singapore, Sudafrica, Spagna, Ucraina, Giappone e Filippine.

Molti dei turisti si trovavano nella zona perché diretti verso Mansarovar, importante meta di pellegrinaggio situata nei pressi del confine tra India e Nepal.

La Farnesina: "2 italiani bloccati dalla frana"

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La Farnesina si è attivata dopo le prime notizie sulla vasta frana che ha colpito l'area al confine tra Nepal e Tibet. L'Unità di Crisi è in raccordo con il Consolato Generale d'Italia a Calcutta, il Consolato Onorario a Kathmandu e l'Ambasciata d'Italia a Pechino per verificare l'eventuale coinvolgimento di cittadini italiani e garantire, dove necessario, assistenza ai connazionali presenti nell'area.

Sulla base delle registrazioni su "Dove siamo nel mondo", sono circa 90 gli italiani presenti tra Nepal e Tibet. Due connazionali, che si trovavano con la loro guida a monte di una frana che ha bloccato una strada, sono stati raggiunti dalle autorità italiane e risultano in buone condizioni. Tajani ha spiegato che saranno aiutati a rientrare quando lo riterranno opportuno e che, al momento, non risultano altri italiani coinvolti.

La Farnesina invita i connazionali a scaricare l'app "Viaggiare Sicuri" o a registrare la propria presenza nella zona su "Dove siamo nel mondo". Per le emergenze restano attivi i numeri dell'Unità di Crisi e delle rappresentanze diplomatiche italiane nell'area.

Nel frattempo, sul versante cinese, il presidente Xi Jinping ha ordinato di fare tutto il possibile per cercare e soccorrere le persone disperse, rafforzando anche il monitoraggio e i sistemi di allerta per evitare ulteriori disastri. La Cina ha mobilitato centinaia di soccorritori nella zona di Gyirong, mentre le autorità continuano a verificare il numero delle persone coinvolte

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