Dazi, Trump annuncia le nuove tariffe Usa: quali prodotti aumentano per Italia e Europa e chi sarà colpito

Donald Trump ha annunciato i nuovi dazi reciproci globali per "i Paesi di tutto il mondo". Le tariffe saranno diversificate a seconda dei Paesi: al 46% per Vietnam, 32% per Taiwan, 10% per Brasile e 34% per la Cina. Le misure toccheranno anche l'Unione Europea con dazi al 20%. "Oggi è il giorno della Liberazione, l'America sarà ricca di nuovo", ha dichiarato il presidente americano. Domani, giovedì 3 aprile, entreranno in vigore quelli del 25% su tutte le automobili non prodotte negli Stati Uniti.
Il presidente americano inoltre, ha annunciato tariffe base del 10% per tutti. Secondo quanto riferito da alcuni funzionari della Casa Bianca entreranno in vigore dal 5 aprile, mentre quelli per i "worst offenders", ovvero i 60 Paesi peggiori su cui si abbatteranno altre tariffe oltre a quella minima, partiranno dal 9 aprile. "Stanno per accadere cose bellissime che aspettavamo da tempo. Il 2 aprile sarà ricordato per sempre perché è il giorno in cui ritorneremo a fare rinascere le finanze americane", ha detto Trump. "Un vero giorno storico, è una dichiarazione di indipendenza economica", ha aggiunto.
L’obiettivo, più volte spiegato, dalla Casa Bianca è quello di riequilibrare il deficit commerciale degli Stati Uniti, ovvero la differenza tra quanto viene importato da altri Paesi e quanto invece, viene esportato e venduto all’estero. Un conto che attualmente supera i 130 miliardi di dollari.
Trump annuncia dazi Usa reciproci globali: quali sono le nuove tariffe
L'annuncio delle nuove tariffe era atteso. Il presidente americano aveva soprannominato la giornata di oggi come "Liberation Day", ovvero il giorno in cui sarebbero scattati i dazi imposti nei confronti dei Paesi che commerciano con gli Stati Uniti, responsabili – secondo l'amministrazione americana – di aver "derubato" gli Usa "per decenni". "Firmerò un ordine esecutivo storico, per tariffe reciproche ai Paesi in tutto il mondo", ha dichiarato dalla Casa Bianca. "Reciproco significa che loro fanno questo a noi e noi lo facciamo a loro". A queste si aggiungono i dazi del 25% su acciaio e alluminio già entrati in vigore e quelli su i veicoli stranieri importati dagli Usa, che partiranno domani. "Se ci saranno ritorsioni – ha minacciato il tycoon- aumenteremo i dazi".
L'elenco dei Paesi colpiti dai nuovi dazi di Trump
Tra i prodotti finiti nel mirino dell'amministrazione Usa oltre l'acciaio e l'alluminio, ci sono le automobili straniere che verranno colpite dazi al 25%. Il presidente americano inoltre ha deciso di imporre dazi del 25% su tutte le birre in lattina importate e su tutte le lattine vuote in alluminio, a partire da venerdì. A renderlo noto è il dipartimento del Commercio statunitense.
Gli Usa imporranno la metà dei dazi reciproci imposti dagli altri Paesi che -ha ricordato Trump parlando dal Giardino delle rose – "hanno trattato male gli Stati Uniti". Gli Usa "faranno pagare agli altri circa la metà. Quindi, le tariffe non saranno completamente reciproche. Avrei potuto farlo, sì, ma sarebbe stato difficile per molti Paesi. Non volevamo farlo", ha sostenuto.
Oltre alle tariffe di base al 10%, il presidente americano ha poi illustrato in una tabella i dazi Paese per Paese, iniziando dalla Cina alla quale saranno applicati dazi del 34%. Le tariffe saranno del 46% per Vietnam, 32% per Taiwan, 10% per Brasile e Regno Unito, 20% per l'Ue, 30% per Sudafrica, 31% per Svizzera e 49% per Cambogia. Trump inoltre, ha chiesto ai leader stranieri di mettere fine alle loro tariffe, di lasciar cadere le barriere commerciali e non e di non manipolare le loro valute. Nell'elenco dei Paesi colpiti anche Israele con dazi al 17%, India al 26%, Corea del Sud, al 25% e persino l'Ucraina con tariffe al 10%.
Aumenteranno i prezzi sui prodotti colpiti dai dazi?
I dazi consistono in delle imposte indirette applicate sui beni e servizi nel momento in cui attraversano i confini di un determinato Paese. In sostanza, si tratta di tasse sui prodotti stranieri che vengono importati da un Paese e che di conseguenza, fanno lievitare i prezzi di quelle importazioni. Quest'ultime risultano così meno "convenienti" rispetto ai beni e servizi nazionali.
Come ha ricordato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, i dazi "sono tasse che saranno pagate dalla popolazione" e che saranno pagate dagli "americani sui loro generi alimentari e sui loro farmaci". Le fabbriche Usa "pagheranno di più per i componenti prodotti in Europa". L'intento della politica tariffaria americana infatti, è quello "riportare l'America all'età dell'oro e renderla una superpotenza manifatturiera". Grazie ai dazi "gli Stati Uniti potranno contare su sei trilioni di dollari di investimenti, che avranno ricadute in termini di posti di lavoro e benessere", ha promesso Trump. "Per i lavoratori sarà fantastico". Grandi manager e dirigenti pubblici "ora hanno un grande entusiasmo, mentre prima andavano all'estero; adesso tornano qui in America con soldi e posti di lavoro".
Quali saranno le conseguenze per l'Italia e l'Europa
I settori più colpiti saranno quelli dell'auto, i prodotti farmaceutici e alimentari, tra cui soprattutto il comparto vinicolo. L'Italia è tra i Paesi che rischia di più a causa della grande quantità di beni che esporta e vende negli Stati Uniti (circa 65 miliardi contro i 25 miliardi importati, per un valore pari al 10% dell'export totale).
Oggi, in occasione della presentazione del suo Rapporto di Previsione di Primavera, il Centro studi di Confindustria ha rivelato che i dazi potrebbero far diminuire il Pil italiano dello 0,4% nel 2025 e dello 0,6% nel 2026, azzerando nei fatti la crescita attesa per i prossimi anni. Ma le conseguenze delle misure potrebbero essere disastrose anche per il resto del mondo. Secondo gli analisti di Goldman Sachs ad esempio, con le tariffe, la probabilità di recessione da qui ai prossimi 12 mesi salirebbe dal 20% al 35%. E a essere penalizzati sarebbero pure gli Stati Uniti a causa, oltre che delle possibili ritorsioni da parte degli altri Paesi, dell'aumento dell'inflazione che i dazi innescherebbero.
Come risponderà l'Italia e l'Europa ai nuovi dazi di Trump
Nelle scorse ore l'Unione europea ha fatto sapere di essere pronta a ‘vendicarsi' contro le tariffe americane. Ursula Von der Leyen ha ricordato le responsabilità degli Usa nell'aver dato inizio alla guerra commerciale e ha spiegato di star valutando quali misure intraprendere. Dopo il primo annuncio dei dazi sulle auto, l'Ue aveva comunicato il proprio piano di contromisure finto a 26 miliardi di euro, diviso in due fasi: una prima sarebbe dovuta scattare il 1° aprile e avrebbe dovuto colpire alcuni prodotti simbolo come il bourbon o le moto Harley Davidson, mentre un secondo pacchetto sarebbe partito a metà mese. Successivamente però, Bruxelles aveva deciso di far slittare l'entrata in vigore dei contro dazi per darsi il tempo di negoziare con l'alleato americano e raggiungere un eventuale accordo.
Secondo quanto dichiarato dalla portavoce del governo francese, Sophie Primas su X le risposte europee arriveranno entro la fine di aprile. "Ci saranno due risposte. La prima, che sarà data a metà aprile, è una risposta ai dazi già imposti su acciaio e alluminio. Successivamente, verrà effettuato uno studio dettagliato di ogni settore di attività. La soluzione europea deve essere annunciata prima della fine di aprile in modo coerente, coeso e deciso", ha scritto. "Dobbiamo essere molto vigili nella selezione di questi settori di attività e, allo stesso tempo, molto uniti, perché è chiaro che gli Stati Uniti cercheranno di dividerci e di trovare punti di divergenza tra i Paesi europei", ha concluso.
Ora che le tariffe reciproche sono state annunciate, resta da vedere come agirà l'Unione europea e dunque anche l'Italia. La politica commerciale infatti, è competenza esclusiva dell'Ue ma i singoli Stati membri possono avviare delle trattative per raggiungere accordi bilaterali. È quello che potrebbe fare il governo italiano, anche se per il momento il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha escluso l'ipotesi di trattare a livello nazionale. Meloni finora ha invitato alla prudenza per scongiurare una guerra commerciale con il vicino Trump, ma "l'Italia non può fare da sé, è competenza Ue", ha ricordato il leader di Forza Italia. "Può esserci dialogo su altre questioni. Possiamo avere una politica commerciale nazionale, ma i dazi li fa l'Europa", ha ribadito. Anche il ministro per il Pnrr e gli Affari europei, Tommaso Foti ha esortato a stemperare i toni. "Meno alziamo i toni meglio è. Non si è duri se si usano delle parole forti, ne si è moderati se si usano delle parole normali. La reazione deve essere non di pancia ma di ragione", ha insistito.
A Fanpage.it, il direttore dell'Osservatorio conti pubblici dell'Università Cattolica, Carlo Cottarelli ha spiegato che eventuali accordi dei singoli Paesi segnerebbero "la fine del mercato unico" europeo e indebolirebbero l'Europa nel lungo periodo, perché "vorrebbe dire che siamo disposti ad andare a negoziare con le grandi potenze uno per uno invece di stare insieme". Per evitare uno scenario del genere, una strategia suggerita anche dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini per l'Italia potrebbe essere quella di aprirsi ai rapporti con altri mercati, come quelli asiatici. "Il Mercosur, l'India e altri mercati possono apprezzare i nostri prodotti", ha spiegato.