Cosa sono i dazi e come sono stati calcolati: perché Trump ha imposto il 20% all’Italia e all’Ue

Secondo quanto emerge dalla Casa Bianca,a partire dal 5 aprile dovrebbero scattare i dazi di base del 10% nei confronti di tutti i Paesi, mentre il 9 aprile dovrebbero entrare in vigore le tariffe ‘reciproche' nei confronti dei singoli Stati. Tra questi c’è anche l’Unione europea, le cui merci di importazione verranno tassate con il 20%. I dazi reciproci consisteranno in tariffe imposte a un ciascun Paese sulla base del livello dei dazi che quel Paese applica a sua volta sui prodotti americani.
Nel lungo elenco stilato dall’amministrazione Trump ci sono moltissimi Paesi: la Cina sarà colpita da tariffe al 34%, il Regno Unito al 10%, l'India al 26% e così via. A ciascuno di questi è stata applicata una specifica percentuale, che – secondo quanto dichiarato dal tycoon – dovrebbe corrispondere alla metà dei dazi pagati dagli Usa. Tuttavia, non è ben chiaro come sia stata calcolata questa cifra e secondo alcuni analisti la formula usata per ottenere queste percentuali non si baserebbe su un vero e proprio criterio economico con una sua validità scientifica.
Cosa sono i dazi e come funzionano
I dazi sono delle imposte indirette applicate sui beni e servizi che vengono importati da un determinato Paese. Su quei prodotti stranieri vengono applicate delle tasse che di conseguenza rendono le importazioni meno vantaggiose rispetto alla produzione nazionale. L’obiettivo dichiarato dall'amministrazione Trump è quello di riequilibrare il deficit commerciale degli Stati Uniti, ovvero la differenza tra quanto gli Usa importano da altri Paesi e quanto invece, esportano e vendono all’estero. Questo conto attualmente supera i 130 miliardi di dollari.
Come sono stati calcolati i dazi e perché il 20% a Ue e Italia
Ma come sono stati calcolati i dazi americani e da dove esce quel 20% applicato all'Ue? Come anticipato, Trump ha detto di aver imposto la metà di quanto pagato dagli americani nelle relazioni commerciali con ciascun Paese e di aver tenuto conto di tutta una serie di altre restrizioni, oltre a quelle puramente fiscali. Tra queste ci sono l'eccessiva regolamentazione, i limiti burocratici o imposte come l'Iva. Nel caso dell'Unione europea la tariffa scontata dagli Stati Uniti sarebbe pari al 39%. Da qui, quel 20% – ovvero appunto la metà – che l'amministrazione americana ha deciso di imporre a Bruxelles.
Tuttavia, secondo quanto emerso, le percentuali ricavate per ogni Paese sarebbero state calcolate tutte attraverso una stessa formula, ovvero la divisione del deficit commerciale tra gli Stati Uniti e quel Paese per il totale delle merci esportate. L'indiscrezione è stata diffusa da un giornalista americano, James Surowiecki ma è stata confermata dal viceportavoce della Casa Bianca e da alcuni economisti.
Per esempio, nel caso dell'Ue, la differenza tra import ed export ammonterebbe a circa 235 miliardi di dollari mentre il totale delle esportazioni risulterebbe pari a poco più di 605 miliardi. Dividendo la prima per la seconda e moltiplicando per 100 si ottiene quel 39% che l'amministrazione Trump ritiene essere il totale dei dazi imposti dall'Europa sulle merci americane. La formula, che sarebbe stata applicata a tutti i Paesi, secondo gli economisti sarebbe priva di riscontri economici o rigore scientifico.
Quali saranno i possibili effetti dei dazi Usa di Trump
Le conseguenze dei dazi di Trump potrebbero essere disastrose. Secondo i calcoli di Confindustria l'impatto sul Pil italiano potrebbe essere molto negativo e abbattere le prospettive di crescita previste per il 2025 e 2026. L'Italia infatti, è tra i Paesi che rischia maggiormente a causa della grande quantità di scambi commerciali con gli Usa. In particolare il nostro export ammonta a 65 miliardi – contro i 25 miliardi importati – ed è pari al 10% del totale. Ma gli effetti si preannunciano nefasti per il resto del mondo, Stati Uniti inclusi. Oltre alle possibili ritorsioni da parte degli altri Paesi, gli analisti prevedono un aumento dell'inflazione che penalizzerà l'economia americana.