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Alce Nero santo, il primo guerriero pellerossa nella storia della Chiesa: ok dei vescovi

I vescovi Usa hanno avviato la pratica di canonizzazione del leggendario capo Sioux che si convertì convincendo centinaia di altri nativi americani a farsi battezzare.
A cura di Antonio Palma
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La chiesa cattolica romana presto potrebbe avere tra i suoi santi e venerati anche un ex guerriero pellerossa del popolo Sioux. I vescovi americani  infatti ultima nell'ultima conferenza a Baltimora hanno dato l'ok definitivo all’avvio del complicato iter che, in caso di conclusione favorevole, vedrà il leggendario capo Alce Nero (BlackElk) innalzato agli onori degli altari. La causa canonica approvata dalla Conferenza episcopale degli Stati Uniti era richiesta a gran voce da anni visto che alce Nero ha rappresentato per decenni il più influente cattolico tra gli indiani d'America.

Alce Nero, della tribù dei Lakota, da giovanissimo combatté a Little Big Horn contro il generale Custer e vide gli orrori del massacro dei Sioux a Wounded Knee, ma fu  battezzato nel 1904 diventando un fervente cattolico. Fu lui a convincere centinaia di Sioux e altri nativi americani a farsi battezzare, insegnando loro la bibbia, celebrando messe e predicando sermoni durante la sua vita all'interno in una riserva del South Dakota fino alla morte, nel 1950. Già prima del battesimo Alce Nero mescolava pratiche native a dettami cattolici praticando una forma di sincretismo religioso.

Se la sua canonizzazione arriverà a conclusione potrebbe essere il secondo pellerossa proclamato santo. Prima dei lui, nell’ottobre del 2012, infatti è stata già canonizzata da Benedetto XVI santa Kateri Tekakwitha, giovane irochese della tribù dei Mohawk venerata in tutto il Nordamerica e a cui è dedicato il santuario nei pressi di Fonda nello stato di New York. Sono in molti a confidare nel sostegno di papa Bergoglio per la causa di Alce Nero. Nel 2015 il Pontefice in un discorso storico alla Conferenza mondiale dei Movimenti Popolari in Bolivia si rivolse proprio ai nativi d'America, dichiarando: "Vi chiedo umilmente perdono, non solo per le offese commesse dalla Chiesa, ma anche per i crimini commessi contro i popoli indigeni durante la cosiddetta conquista dell’America".

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