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El Chapo incontrò Sean Penn durante la latitanza: il boss voleva un film sulla sua vita

A tradire il boss messicano del narcotraffico mondiale proprio la sua vanità nel voler far girare un film autobiografico.
A cura di Antonio Palma
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Come hanno confermato le autorità messicane che lo hanno arrestato nei giorni scorsi, a tradire il boss del narcotraffico El Chapo Guzman è stata anche la sua vanità. Il re del narcotraffico mondiale, dopo esser evaso dalla prigione di Altipiano, infatti ha cercato in vari modi di contattare personaggi del mondo dello spettacolo per far girare un film sulla sua vita. Come rivela ora la rivista "Rolling Stone", i suoi contatti sono riusciti addirittura ad organizzare un incontro faccia a faccia con una stella di Hollywood, l'attore statunitense Sean Penn . La rivista americana infatti ha pubblicato in esclusiva un lungo articolo in cui l'attore statunitense racconta tutte le procedure e tutti gli espedienti adottati per fargli incontrare in Messico El Chapo durante la latitanza e il successivo colloquio con il boss. È stato lo stesso Sean Penn a raccontare che il boss del cartello di Sinaloa, considerato il più grande narcotrafficante del mondo, voleva far girare un film sulla sua vita.

"Io fornisco più eroina, metamfetamine, cocaina e marijuana di chiunque altro nel mondo. Ho una flotta di sottomarini, aerei, camion e navi" si vanta El Chapo nell'intervista che sarebbe stata organizzata anche con l'aiuto dell'attrice messicana Kate Del Castillo, molto nota in patria per la partecipazione ad una soap opera di successo. Nella prima intervista dopo tanti anni di prigionia e latitanza, il boss messicano racconta inoltre la preparazione della rocambolesca fuga dal carcere di massima sicurezza. El Chapo infatti ha rivelato di aver inviato per tre mesi degli ingegneri in Germania perché imparassero come evitare problemi scavando il lungo e profondo tunnel attraverso il quale poi il boss è fuggito dal carcere.

Nella stessa intervista, che sarebbe stata realizzata in un incontro che si è svolto lo scorso 2 ottobre in una località segreta nella giungla messicana, El Chapo ha spiegato che nella regione dove è cresciuto "non c’era altro modo di sopravvivere" e pur ammettendo che "la droga distrugge", ha sottolenato: "Se non ci fossi io qualcun altro continuerebbe il traffico. Io non sono violento. Devo difendermi, ma non sono mai io che comincio i problemi". A questa intervista sarebbero seguiti altri contatti telefonici per programmare un nuovo incontro, ma poi tutto sarebbe saltato a causa dell'attività di ricerca dell'esercito messicano che pochi giorni fa ha arrestato il boss.

Come hanno spiegato fonti della procura generale messicana , proprio l'intervista ha contribuito alla cattura di Guzman. La scoperta dell'intenzione del boss di fare un film autobiografico e la conoscenza di contatti con attori e produttori infatti ha permesso alle forze di polizia di scatenare una caccia all'uomo nella zona dove poi è stato catturato El Chapo. Ora il boss del narcotraffico potrebbe anche essere estradato negli Stati Uniti. Gli Usa hanno già avanzato la richiesta nel mese di giugno e poi ancora nel mese di agosto dello scorso anno e ora dovrà essere approvata dai tribunali competenti e dal ministero degli Esteri messicano.

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