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Referendum 2011: salgono in borsa i titoli delle aziende nel settore delle energie alternative

I risultati dei referendum influenzano anche le società quotate in borsa: in forte rialzo tutte le aziende del settore delle energie rinnovabili.
A cura di Antonio Palma
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Energie rinnovabili

I risultati dei referendum di oggi non hanno solo un valore legislativo per le leggi che abrogano, né solo un valore politico per le conseguenze che porteranno nella maggioranza di governo. Essi avranno un peso anche nell’industria e nell’economia italiana.

Già stamani con le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sulla rinuncia italiana al nucleare, le borse avevano dato un segnale chiaro; man mano che i risultati dell’affluenza si sono consolidati, i titoli delle grandi aziende energetiche che sono impegnate nei piani per la costruzione di centrali nucleari, sono andati giù, mentre ci sono stati notevoli guadagni per le piccole aziende che si occupano di energie rinnovabili. Alla borsa di Milano i titoli con i maggiori rialzi sono stati proprio quelli di aziende del fotovoltaico e solare: rialzi in doppia cifra per K.R.Energy(+15%), Energycapital (+14%), Kerself (+14%) e Pramac(+11%), rialzi anche per altre aziende attive sull’energia green come la Beghelli.

Anche per le grandi aziende il risultato del referendum sul nucleare ha avuto un peso non trascurabile: alla chiusura di Piazza Affari, Enel Green Power, la società in cui Enel ha raccolto le attività nelle energie verdi, ha guadagnato il 1,4% dopo essere arrivata anche al +3%, a discapito della casa madre che ha perso lo 0,13%. Non è da trascurare neanche il risultato di alcune società che gestiscono impianti idroelettrici, che hanno avuto un notevole rialzo: Edison (+3%) e A2a(+1,6).

Anche nel settore idrico i risultati dei referendum sull'acqua hanno prodotto le loro conseguenze, pure se in maniera più ambigua. Tra le aziende che oggi hanno subito forti ribassi c’è la Acque Potabili, che ha avuto un ribasso del 6%, mentre altre società quali Hera e Iren  hanno chiuso in parità, anche se in un primo momento erano calate di qualche punto percentuale.

Le previsioni della borsa italiana, quindi,indicano che dopo il no all'energia nucleare scaturito da questi referendum, l’esecutivo non potrà fare altro che spingere sulle energie alternative, mentre per la questione delle acque il futuro è ancora nebuloso e tutto dipenderà dalle prossime mosse del Governo.

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