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Stop agli alimenti se l’ex moglie ha una nuova famiglia di fatto

Se lei ha una nuova famiglia di fatto l’ex marito può non corrispondere più gli alimenti: è quanto spiegato dalla corte di appello di Bologna nella sentenza con cui ha confermato la decisione del tribunale che consentiva a un uomo di smettere di pagare l’assegno alla sua ex che aveva avviato una nuova relazione.
A cura di Susanna Picone
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Se lei ha una nuova famiglia di fatto l’ex marito può non corrispondere più gli alimenti: è quanto spiegato dalla corte di appello di Bologna nella sentenza con cui ha confermato la decisione del tribunale che consentiva a un uomo di smettere di pagare l’assegno alla sua ex che aveva avviato una nuova relazione.

Se l’ex moglie ha avviato una nuova relazione e dunque ha una nuova famiglia di fatto l’ex marito può non corrisponderle più l’assegno di mantenimento perché il nuovo legame – cioè la famiglia di fatto – “altera o rescinde la relazione con il tenore e il modello di vita caratterizzante la pregressa convivenza matrimoniale”. Lo ha spiegato la corte d’appello di Bologna nella sentenza con cui i giudici hanno deciso di confermare la decisione del tribunale che aveva consentito a un ex marito di smettere di corrispondere gli alimenti dopo il divorzio quando l’ex moglie aveva avviato una nuova relazione. I coniugi, bolognesi e senza figli, si sono separati circa dieci anni fa e in sede di separazione era stato stabilito un assegno che il marito doveva corrispondere alla moglie. Al momento del divorzio però lui aveva chiesto di non pagare più gli alimenti perché lei aveva avviato una nuova relazione stabile. E il tribunale di primo grado gli aveva dato ragione. La donna aveva presentato ricorso ma con la sentenza numero 394 quella decisione è stata confermata anche dai giudici della corte di appello.

Famiglia di fatto come il matrimonio – Non ha importanza se questa relazione non è come un matrimonio: “Il nodo fondamentale della controversia – si legge – dalla cui soluzione dipende l’immediato esito o lo sviluppo del giudizio, è quello della compatibilità del diritto all’assegno divorzile con la instaurazione di una convivenza more uxorio da parte del potenziale avente diritto”. Ha comunque un peso, secondo la corte, l’”instabilità” della nuova relazione: i giudici scrivono che “si tiene conto della precarietà ammettendo che il relativo diritto entri in uno stato di quiescenza potendosene riproporre l’attualità per l’ipotesi di rottura della convivenza tra i familiari di fatto”. Ha espresso soddisfazione per tale decisione l’avvocato che difende l’ex marito anche perché, al di là della singola vicenda, la corte ha riconosciuto che la famiglia di fatto è a tutti gli effetti equiparabile al matrimonio.

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