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Dell’Utri dalla sua cella: “Vorrei fare il bibliotecario del carcere”

L’ex senatore di Forza Italia dal carcere di Parma ha commentato, con un altro detenuto, la sua vicenda: “Andrò in paradiso. L’Inferno lo lascio agli altri che mi hanno condannato”.
A cura di D. F.
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Lui si chiama Lucio barani, è un ex senatore di Forza Italia e ha raccontato un curioso aneddoto su Marcello Dell'Utri, da tre  giorni detenuto nel carcere di massima Sicurezza di Parma. Il co-fondatore di Forza Italia dormiva con la Divina Commedia ancora aperta sulla pancia, quando l'ex collega gli ha detto: "T’ho beccato. Stai leggendo l’Inferno, dove ti hanno portato". Dell'Utri ha risposto: "No, ti sbagli. Sto leggendo il Paradiso, dove andrò. L’Inferno lo lascio agli altri che mi hanno condannato per un reato che non esiste, inventato con la stessa funzione dell’antica imputazione di quello antico di lesa maestà: far fuori gli avversari politici". E' iniziato così una conversazione durata 45 minuti nel corso della quale, come era emerso in un'altra chiacchierata il giorno prima, Dell'Utri ha detto di voler diventare il bibliotecario del penitenziario.

Dell'Utri: "I magistrati sperperano denaro pubblico per le intercettazioni"

Ma non solo: Barani e Dell'Utri hanno parlato anche di Renzi, Berlusconi e dei "politici mercenari che hanno fatto gli interessi di cancellerie straniere a danno dell’Italia e ora uno ancora in auge ha rischiato di essere eletto presidente della Repubblica". Nonché di magistrati che "sperperano il denaro pubblico in pedinamenti e intercettazioni e che prima o poi dovranno pagare". Ma il problema principale embra essere il caldo: "A Beirut c'erano 25 gradi, qui 45", avrebbe detto Dell'Utri, che ha chiesto di essere transferito in una cella con il condizionatore, senza che tuttavia ciò fosse possibile.

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