Dormire con Monet e Renoir è possibile: la National Gallery sponsorizza i “letti d’artista”
Cézanne, Rembrandt o, se non vi inquieta l’idea di dormire circondati da mostri e visioni apocalittiche, Hieronymus Bosch: dopo la linea di scarpe Vans che ha reso Van Gogh decisamente più alla moda, il mondo dell’arte ora incontra l’arredamento. L’idea questa volta è della National Gallery di Londra che ha lanciato, in collaborazione con una nota azienda del settore, una linea di letti decorati con i bellissimi dipinti conservati nel museo: e ancora una volta l’arte diventa brand. Un brand decisamente di lusso.
Il progetto nasce dalla collaborazione della galleria londinese con Savoir Beds e lo specialista della decorazione d’interni Andrew Martin: “The Art of a Good Night’s Sleep” recita lo slogan che non lascia davvero niente all’immaginazione. L’idea infatti è quella di realizzare, su commissione, letti finemente rivestiti e decorati con un’opera d’arte a scelta del compratore. La nuova linea è stata lanciata da qualche mese ma ha già riscosso enorme successo: segno, forse, che l’arte sta tornando di moda, anche se in una veste decisamente “pop”?
Monet e Degas: l’arte a letto
Ecco dunque che Monet, Degas e Turner si trasformano in raffinati e curatissimi pezzi d’arredamento. Rivestiti di velluto, cotone, cashmere o seta: c’è n’è davvero per tutti i gusti, anche se non per tutte le tasche. Il prezzo dei letti realizzati con le opere della National Gallery si aggira infatti fra le 16 e le 35 mila sterline.
Fino ad ora il ricco catalogo Savoir conta già alcuni pezzi che stanno facendo il giro del web: si va dal letto con la testiera ispirata a Claude Manet a quella che ripropone le navi di Jan van de Cappelle, passando per l’italiano Giovanni del Fora con il suo “Combattimento di Amore e Castità”. E per chi giudicasse eccessiva quest’ultima scelta, la National Gallery insegna un po’ di storia: fu proprio questa serie di dipinti realizzata dal fiorentino ad essere la prima ad essere realizzata espressamente per decorare, molto probabilmente, un mobile del XV secolo. Nulla di nuovo, insomma, secondo Savoir.