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Bnkr44, la luce dopo il buio: “Dopo Sanremo abbiamo pagato la paura di cadere”

A un anno dall’esordio sanremese con Governo Punk, i BNKR44 ritornano con il loro terzo album ufficiale dal titolo Tocca Il Cielo: qui l’intervista al collettivo toscano.
A cura di Vincenzo Nasto
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Bnkr44, via Comunicato Stampa
Bnkr44, via Comunicato Stampa

A un anno dalla partecipazione sanremese, il collettivo toscano BNKR44, direttamente dalla provincia di Empoli, ritorna con un nuovo album, dal titolo Tocca Il Cielo. Si tratta del terzo progetto della loro discografia dopo Farsi Male A Noi Va Bene e Fuoristrada. All'interno del progetto anche Ele A, 18K, Emma Nolde e Tedua, senza dimenticare Pino D'Angiò, che tra gli ultimi singoli prima della scomparsa, aveva partecipato al Festival con la band con la cover di Ma Quale Idea, contenuta nel disco. Proprio la provincia e l'ultimo anno dei BNKR44 sono protagonisti dell'ultimo viaggio musicale della band, che presenterà il disco con un festival che prende il nome dall'album: Tocca Il Cielo Fest. Qui l'intervista.

Come nasce Tocca il cielo?

È nato prima il pezzo che il titolo del disco, anche perché, tornando indietro, i primi pezzi di quest'album sono stati registrati nell'estate del 2023: credo sia proprio Tocca il cielo il pezzo più vecchio del progetto. Sicuramente il brano ha dato anche la linea al disco, un messaggio, un incoraggiamento a provarci senza aver paura di fallire, nonostante ansie e insicurezze. Poi si legava all'ultimo brano di Farsi Male A Noi Va bene.

Come?

Cantiamo: Non toccheremo il cielo solo per poterlo dire. Poi dopo 3 anni sentiamo di averlo sfiorato e quindi eravamo convinti di utilizzare questo concept figo. Poi nel disco ci sono un sacco di riferimento al cielo, a cose che stanno in alto.

Facendo un passo indietro, com'è cambiata la vostra vita dal 2023?

In generale non è cambiata molto, più che altro è cambiata la vita attorno nell'ultimo anno e questo si sente anche nel disco. È stato un anno intenso, si sente anche in brani come Castello D'Oro, questa spinta.

Mentre, come collettivo, è cambiata la vostra quotidianità?

No.

Per presentare il progetto, avete deciso di utilizzare un evento come Tocca il cielo Fest? Com'è nata l'idea?

Volevamo organizzare un release party qui, a Empoli, in provincia e non nelle grandi città come si fa di solito. Questo è anche un rischio, anche perché a Milano avremmo venduto comodamente 5mila biglietti, qui invece abbiamo tempi differenti.

Un release party a casa?

Sì, ma anche perché volevamo restituire qualcosa alla provincia e invitare un sacco di amici e artisti fortissimi come Azzurro, 18K, Darren, Sethu, Emma Nolde ed Ele A. All'inizio doveva essere un release party ma, sai, si è trasformato in un festival perché vogliamo fare le cose in piccolo (ride ndr). Poi un evento con la band per noi è uno step assurdo, da tantissimo volevamo farlo però non abbiamo avuto mai il budget per fare un tour con i musicisti.

C'è sempre la provincia nel vostro racconto. In che momento della vita siete adesso, qualcosa da cui uscire o un posto in cui ritornare?

Ritornare. Ormai siamo spesso fuori e quel pensiero del ritorno, del relax, dei giorni in cui si respira ci tranquillizza molto.

Mi collego a Castello D'oro in cui cantate: "Abbiamo fatto ciò che non ha fatto nessun altro e neanche il sudore ci ripagherà".

Mi riferivo al luogo da cui veniamo, un posto sterile in cui la gente non sogna. La gente si accontenta di fare una vita comune, senza ambizione e in questo senso abbiamo avuto una visione diversa dagli altri. Ci abbiamo creduto e ci siamo riusciti, tra virgolette.

Mi collego a questo e al concetto di fallimento: c'è mai stato un momento in cui sembrava che tutto stesse per cadere?

Penso al periodo pre-Sanremo, anche perché eravamo distaccati tra di noi. È stato un periodo molto oscuro. Ma anche subito post-Sanremo, aver toccato l'apice, dopo è stato brutto. La sensazione di poter cadere e di non riuscire a rimanere sulla cresta dell'onda è qualcosa che attanaglia tutti gli artisti.

Avete sentito pressione?

Dopo un'esposizione gigante è normale abituarsi, poi la sensazione è che la bolla diventi più piccola e ci rimani male.

In questo senso, la canzone Miglior Nemico cosa racconta?

Non sentirsi mai all'altezza delle situazioni. È una metafora per descrivere quella sensazione che ti prende quando sei magari a una festa e ti chiedi cosa ci fai in quel posto, anche perché non ti riconosci.

C'è qualche cosa che vi farebbe "toccare il cielo" nel breve/medio termine?

Io vorrei andare tre settimane in Giappone, ma questo potrebbe rappresentare il sogno della mia vita. Per quest'anno non posso dirlo.

Inserita nella tracklist c'è anche la cover sanremese di Ma che idea con Pino D'Angio: che ricordo avete?

Ricordo il giorno in cui abbiamo fatto il duetto: dopo c'era tutta la sala gremita di artisti che lo hanno acclamato in coro e lui era contentissimo. Ci ha ringraziato molto. Poi un piccolo particolare: avevamo un gruppo whatsapp in cui ci scrivevamo messaggi assurdi e ci chiese di non cancellarlo, di lasciarlo aperto perché voleva continuare a parlare con noi.

Se doveste descrivere con un'immagine la vita in provincia?

Le panchine: per me hanno rappresentato l'adolescenza.

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