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Costa Concordia, le prime ipotesi sui motivi dell’incidente

Secondo molti la nave era fuori rotta e troppo vicina alla costa, ma non è da escludere che l’imbarcazione fosse già in avaria o stesse imbarcando acqua e che il comandante abbia deciso volontariamente di avvicinarsi il più possibile all’isola e far incagliare la nave per facilitare i soccorsi.
A cura di Antonio Palma
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Secondo molti la nave era fuori rotta e troppo vicina alla costa, ma non è da escludere che l'imbarcazione fosse già in avaria o stesse imbarcando acqua e che il comandante abbia deciso volontariamente di avvicinarsi il più possibile all'isola e far incagliare la nave per facilitare i soccorsi.

Mentre ancora si cercano i dispersi del tragico incidente avvenuto stanotte alla nave da crociera Costa Concordia nei pressi dell'isola del Giglio, già si susseguono le prime ipotesi sui motivi della sciagura che ha causato per ora tre vittime. La nave, piegata su un fianco e ormai quasi completamente affondata, ha un evidente squarcio nella chiglia come si vede benissimo dalle immagini e dai video girati dai soccorritori. Il motivo principale dell'affondamento dunque è lo scontro che la nave avrebbe avuto con alcuni scogli sul fondale, ma sul motivo dell'impatto ci sono ancora molti dubbi.

Secondo le prime informazioni nel piano di navigazione della Costa Concordia era previsto un passaggio nell'area in una posizione molto più lontana dalla costa rispetto alla rotta che invece la nave seguiva al momento dell'incidente, ma molti ricordano che era abitudine delle navi da crociera avvicinarsi alla costa per salutare i cittadini dell'isola. Il fatto che nella chiglia dell'imbarcazione siano rimasti incastrati alcuni scogli dimostra che l'impatto è stato violento e che probabilmente il comandante si sentiva abbastanza sicuro da tenere un'andatura abbastanza sostenuta. Certamente nella dinamica dell'incidente non aiuta a fare completa chiarezza la decisa manovra dei timonieri che dopo l'impatto hanno fatto di tutto per avvicinarsi il più possibile alla costa in modo da facilitare i soccorsi e riuscire a salvare più vite umane possibili. La manovra che alla fine ha fatto arenare definitivamente la nave e piegare su un fianco la Costa Concordia che poi si è inabissata.

Non è da escludere che la nave sia entrata in avaria ben prima di avvicinarsi all'isola o che stava imbarcando acqua per cui senza allarmare i passeggeri, il comandante e l'equipaggio abbiano deciso di proseguire la navigazione verso la costa. Maggiore chiarezza avverrà dopo le ispezioni dei sommozzatori che già sono a lavoro e gli accertamenti avviati dall'indagine della magistratura, con gli interrogatori del comandante della nave e dei timonieri che erano alla guida al momento dell'incidente.

La versione del Comandante della Costa Concordia: urtato uno spunzone di roccia che non era segnalato sulla carta

Secondo il comandante della nave Francesco Schettino intervistato da Tgcom 24, la Costa Concordia era in navigazione a circa 300 metri dagli scogli quando ha urtato "uno spunzone di roccia che non era segnalato sulla carta", il comandante ha voluto precisare di essersi assicurato che tutti i passeggeri fossero fuori dalla nave prima di abbandonare l'imbarcazione.  Insomma un incidente imprevedibile come ha assicurato il direttore generale di Costa Crociere, Gianni Onorato, "è stato un evento imprevedibile aggravato da una non prevedibile inclinazione della nave" ha detto Onorato, causato da "quello sperone che non doveva esserci" come ha confermato il comandante.

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