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Così Macerata ha smentito i maestrini

30.000 (ma anche se fossero solo 10.000) persone hanno deciso di disubbidire ai maestrini e di smentire i tanti che presagivano “poche decine di persone” sperando di coprire la propria vigliacca timidezza con il fallimento del parteggiare altrui. Macerata oggi è l’argine civile al ritorno del passato peggiore.
A cura di Giulio Cavalli
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Ci hanno provato in tutti i modi, anche i più subdoli. Prima hanno provato a cogliere al balzo le parole del sindaco Romano Carancini che aveva chiesto tempo perché la città avesse il tempo di "respirare" (come se una reazione spontanea contro la violenza fosse un gesto che insozzasse l'aria, piuttosto che ripulirla); poi hanno provato a convincerci che per manifestare in Italia dovesse esistere un'autorizzazione (falso) e che tra l'altro non sarebbe arrivata (falso); poi abbiamo dovuto sopportare Minniti che ci ha spiegato come serva bloccare gli stranieri per bloccare il razzismo (versione strabica ma coerente con la sua politica da ministro dell'interno); hanno detto che ANPI, LIBERA e altri non avrebbero partecipato e poi (anche loro) sono stati smentiti dalle loro stesse basi; hanno suggerito che non ci fossero manifestazione antifasciste perché poi avrebbero dovuto autorizzare anche quelle fasciste, ed è un'affermazione che fa già ridere così; hanno tentato (ancora, come fanno da anni, senza accorgersi di non riuscirci) di non perdere voti a destra riuscendo a scontentare tutti e, infine, hanno soffiato sul fuoco dei possibili scontri e delle violenze ("Macerata blindata" è il titolo di molti quotidiani anche "di sinistra") e invece niente.

La manifestazione di Macerata invece è la giusta, tempestiva e naturale risposta a un atto terroristico che evidentemente non appartiene alla cultura di questo Paese. Macerata (al di là della politica che vi ha partecipato) è la reazione civile di chi, da cittadino, ha ancora presente il proprio dovere di essere argine al ritorno del passato peggiore di questo Paese. Ed erano tantissimi: che siano 30.000 o 10.000 sono comunque tantissime persone che hanno deciso di disubbidire ai maestrini e di smentire i tanti che presagivano "poche decine di persone" sperando di coprire la propria vigliacca timidezza con il fallimento del parteggiare altrui. E Macerata è stata in moltissime città d'Italia, tutte insieme. Un abbraccio collettivo a Pamela, Jessica e poi Jennifer, Omar, Gideon, Mahamadou, Wilson, Festus, in un Paese che ancora riconosce come unica differenza quella che c'è tra vittime e carnefici, senza distinzioni di colore. "Finché avrò voce e forza io manifesterò in mezzo alle persone che capiscono il tempo in cui siamo", ha detto Lidia Menapace. Macerata, in fondo, non ha nemmeno bisogno di troppe parole.

Intanto ora qualcuno prova a macchiare la giornata (sono i soliti piccoli avvoltoi di destra insieme a quegli altri che non trovano le parole per giustificare la propria assenza) riferendo di cori violenti (e pessimi) contro la destra. Al di là dell'affidabilità delle fonti comunque c'è una notizia che forse va ribadita con forza: i coglioni stanno a destra e a sinistra da sempre. Succede. È l'antifascismo che non dovrebbe essere messo in discussione.

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Autore, attore, scrittore, politicamente attivo. Racconto storie, sul palcoscenico, su carte e su schermo e cerco di tenere allenato il muscolo della curiosità. Collaboro dal 2013 con Fanpage.it, curando le rubriche "Le uova nel paniere" e "L'eroe del giorno" e realizzando il format video "RadioMafiopoli". Quando alcuni mafiosi mi hanno dato dello “scassaminchia” ho deciso di aggiungerlo alle referenze.
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