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Chi è Mesej, il senzatetto a cui il vicesindaco di Trieste ha buttato vestiti e coperte

Cinquantasette anni, viene dalla Romania ed è bloccato a Trieste da quando ha perso i documenti. Era diretto in Francia, dove avrebbe dovuto raggiungere moglie e figli. Mesej Miha ha problemi cardiaci e soffre di psoriasi.
A cura di Davide Falcioni
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Si chiama Mesej Miha, è nato in Romania 57 anni fa ed è il senzatetto a cui Paolo Polidori, vicesindaco leghista di Trieste, sabato ha lanciato le coperte nella spazzatura, prima di vantarsene su Facebook come se avesse compiuto un atto di eroismo, e non invece una vigliaccata sulla pelle di un individuo vulnerabile e con ogni evidenza bisognoso di aiuto.

In un'intervista rilasciata a Il Piccolo dall'hotel Transilvania, a Monrupino ( provincia di Trieste), dove è stato ospitato, Mesej ha raccontato la sua storia: ha spiegato di essere arrivato in Italia il 12 ottobre del 2018 mentre era in viaggio per raggiungere i suoi familiari in Francia. Dopo aver perso i documenti è stato ospitato in un centro di accoglienza triestino, ma cinque giorni dopo è stato mandato via ed ha iniziato a vagabondare, trascorrendo spesso le notti all'addiaccio e coprendosi con coperte e scatoloni per resistere al freddo, fino a quando i suoi oggetti non sono stati buttati da Polidori, che non ha mancato di spacciare il suo gesto con un atto di coraggio e ripristino del decoro, incassando però critiche e proteste dai suoi stessi concittadini che ieri – in quello stesso punto – hanno portato nuove coperte e un messaggio di scuse al clochard, fino a quel momento ancora anonimo.

Mesej ha raccontato: "Dormivo in strada, non ho mai avuto problemi con nessuno, a parte con la polizia locale che spesso mi portava via il denaro dell'elemosina". Il 57 anni ha aggiunto che la moglie e i figli vivono in Francia, paese in cui non può arrivare perché ancora sprovvisto di documenti. Per questo era rimasto a Trieste, dove capitava che venissero a trovarlo anche per accertarsi delle sue condizioni di salute: "Ho problemi cardiaci e di pressione, soffro di psoriasi e sono anche stato ricoverato in ospedale. Quando sono stato dimesso, però, ho potuto dormire solo cinque giorni in un centro di accoglienza, poi sono stato mandato via non ho potuto fare altro che tornare in strada".

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