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Camorra e concussione: arrestato Alberico Gambino, consigliere regionale del Pdl

All’alba di questa mattina Alberico Gambino, consigliere regionale ed ex sindaco di Pagani (SA) è stato arrestato con l’accusa di associazione a delinquere e concussione. Insieme a lui, sono finiti in manette altri volti noti della zona dell’agro-nocerino-sarnese.
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sindaco comune pagani

Per il Pdl campano è quella che si dice una settimana da dimenticare. Soltanto mercoledì si dava notizia che il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, è indagato per camorra e oggi un'altra scossa fa nuovamente tremare  l'area campana del Popolo della Libertà. All'alba di stamane è stato arrestato  l'ex sindaco di Pagani, ora consigliere regionale, Alberico Gambino.

Le accuse a suo carico sono diverse: concussione in concorso ed associazione per delinquere finalizzata allo scambio elettorale politico-mafioso. Non solo, secondo la Procura di Salerno capitanata da Franco Roberti, entrambi i delitti avrebbero l'aggravante di aver avuto come fine quello di agevolare il clan dei Fezza-D'Auria Petrosino, con le mani in pasta nella zona dell'agro nocerino sarnese. Insieme a Gambino, sono finiti in manette anche  il presidente della Paganese Calcio, Raffaele Trapani, il consigliere comunale in forza al Pdl, Giuseppe Santilli, e l'architetto dell'Ufficio Tecnico del Comune di Pagani, Giovanni De Palma. Arrestati anche i figli del boss Gaetano Petrosino d'Auria, Michele e Antonio, oltre a Francesco Marrazzo, imprenditore.

Restano, invece, indagati a piede libero diversi esponenti dell'imprenditoria locale e dell'amministrazione comunale, tra cui il direttore del Centro Commerciale Pegaso. Secondo la Procura di Salerno l'ex sindaco Gambino, eletto con l'80% dei consensi nella scorsa tornata elettorale, assieme al dirigente della Paganese e ai figli del boss, aveva creato un sistema che permetteva una commistione insana tra pubblico e privato. Tramite tale sistema e grazie all'appoggio di politici locali e regionali, Gambino riusciva ad amministrare e a "direzionare" la cosa pubblica al fine da avere il controllo delle principali attività imprenditoriali della zona. Nello specifico, alla cricca si contesta anche il reato di estorsione ai danni della famiglia Panico, proprietaria del centro commerciale sopracitato.

Gambino non è nuovo ai disonori della cronaca. Soltanto un anno fa, veniva indagato assieme ad altre 63 persone per lottizzazione abusiva e peculato di un'area di 80000 metri quadrati, situata a Pagani e destinata ad attività commerciali e industriali. Condannato in primo e secondo grado, l'ha spuntata in Cassazione e adesso attende di essere giudicato, per questo caso, dalla Corte d'Appello di Napoli.

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