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Bolzano, 15enne picchiata a scuola e ferita a un occhio: il padre mostra la foto su Facebook

Una ragazza di quindici anni che frequenta una scuola superiore a Bolzano è finita in ospedale con una ferita a un occhio. Su Facebook la foto della ferita: “La quindicenne selvaggiamente pestata a scuola è mia figlia. Quella non è stata una lite come riportata dai media locali, è stato un atto di violenza gratuito”.
A cura di Susanna Picone
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Un presunto litigio tra compagne di scuola, una di quattordici anni e una di quindici, che ben presto si trasforma in una aggressione in un istituto di Bolzano, con la più piccola che colpisce la compagna sull’occhio, provocandole un grave trauma. È quanto sarebbe accaduto due settimane fa in una scuola superiore di Bolzano, ma solo in questi giorni i quotidiani locali hanno parlato di questo episodio di violenza. La studentessa ferita è stata subito portata all’ospedale San Maurizio dove i medici per fortuna hanno confermato che il bulbo oculare non era danneggiato. A indagare sul caso la polizia, che tiene il più stretto riserbo sulle indagini, mentre sui social è il padre della vittima a dire qualcosa in più su quanto accaduto, a scagliarsi contro la scuola e la stampa, e anche a mostrare una foto dell’occhio tumefatto della ragazza. “La quindicenne selvaggiamente pestata a scuola è mia figlia – ha scritto l’uomo ottenendo centinaia di commenti e condivisioni -. Quella non è stata una lite come riportata dai media locali, è stato un atto di violenza gratuito eseguito da una quattordicenne marocchina, sostenuta da un gruppo di una decina di connazionali coetanee”.

La ricostruzione del padre della vittima – “Il fatto è accaduto in classe, sotto gli occhi di tutti i compagni. Insultata e derisa al distributore delle bevande dal gruppetto di ragazze marocchine, mia figlia è stata poi raggiunta in classe dove è stata insultata, presa per i capelli, scaraventata a terra e violentemente presa a calci in faccia, in particolare all’occhio destro. Tutto gratis e senza apparenti motivi”, ha scritto il papà. E poi ancora: “L’aggressore? Un soggetto risultato molto conosciuto sia alle precedenti scuole, sia alle forze dell’ordine, con storia di aggressioni fin dall’epoca delle elementari. La domanda sorge spontanea: l’attuale scuola perché non sapeva? Perché un soggetto del genere girava liberamente senza essere sorvegliato? Nessuna polemica, ma prometto grande battaglia, per mia figlia, ma anche per voi ragazzi e genitori che purtroppo non potete ritenervi indenni da quello che domani potrebbe succedere perché qualcuno ai quali siete affidati non ha guardato oltre”.

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