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Bersani punzecchia il Prof. A Melfi nasce l’asse Monti-Marchionne

Continua la grande attesa per l’annuncio della candidatura di Monti. Bersani afferma di non gradire una lista che porti il nome dell’attuale premier. Il Prof, intanto, va nello stabilimento lucano della Fiat a prendersi l’endorsement dell’ad della casa torinese.
A cura di Biagio Chiariello
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Mario Monti

Pier Luigi Bersani ha provato ad ostentare fair-play fino all'ultimo, dicendosi sempre disponibile al dialogo con l'attuale presidente del Consiglio, Mario Monti, anche per capire se alle prossime elezioni il Prof sarà un alleato o un avversario. Ma gli ultimi sviluppi politici lo hanno costretto ad intervenire con un messaggio dai toni non proprio accondiscendenti nei confronti del Prof: "Francamente non avremmo mai immaginato che Monti entrasse nella contesa". Comunque, dice il segretario del Pd a SkyTg24, "se questa sarà la sua scelta, non abbiamo difficoltà. L'unica cosa di principio – affonda – che  vorrei porre a Monti e a tutti quanti, è che io credo che non faccia  bene all'Italia fare formazioni politiche attorno alle persone. In nessun Paese del mondo le cose funzionano così". Tuttavia, secondo quanto scrive stamattina Repubblica, Monti non riesce proprio a considerare Bersani un "nemico": "Tra me e il vostro segretario – avrebbe detto giorni fa scherzando ad un ambasciatore del Pd – c'è una complementarità di stili e di talenti. E chissà che in futuro non abbia bisogno di un alleato al suo fianco, di provata lealtà". Anzi, Monti assicura Bersani che in lui troverà un'utile sponda per sottrarlo dai condizionamenti che, il premier è sicuro, arriveranno da quello che considera "il fronte conservatore".

Dopo Montezemolo, un'altra "M" per la Lista Monti? Nel frattempo, ieri, il premier Monti si è recato a Melfi, nello stabilimento Fiat, dove l'amministratore delegato dell'azienda, Sergio Marchionne, ha annunciato un miliardo di investimenti nello stabilimento. L'occasione è stata la presentazione dei due primi minisuv del complesso lucano. Un appuntamento in cui in cui molti hanno riconosciuto l’esplicito endorsement del manager italo-canadese all’imminente candidatura del Professore:  "Sono riconoscente al presidente del Consiglio, la sua agenda ha dimostrato coraggio, chiarezza e lungimiranza“ ha detto Marchionne. Un sostegno che Monti ha ricambiato altrettanto apertamente, elogiando la Fiat e Melfi: L’azienda rimane in Italia, mantiene le promesse in un momento difficile e testimonia che l’Italia è un luogo dove si può investire e fare produzione” ha detto Monti. Erano presenti anche i leader di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Assente – non a caso – il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: "Monti alla Fiat è stato un gigantesco spot elettorale", ha detto la leader del più grande sindacato italiano in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano del Pd, l'Unità.

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