Berlusconi convocato dai Pm di Palermo sulla “trattativa Stato-mafia”

La procura di Palermo ha convocato Silvio Berlusconi, in qualità di testimone, per lunedì 16 luglio, nell'ambito dell'inchiesta sulle trattative Stato-Mafia che si sarebbero svolte all'inizio degli anni Novanta. Ma secondo quanto si apprende da alcuni quotidiani, come La Repubblica e il Corsera, il Cav non si sarebbe presentato a causa di «impegni già assunti in precedenza», sollevando il legittimo impedimento. L'ex premier era infatti impegnato in un'incontro con alcuni economisti organizzato a Villa Germetto, in ottica della sua ricandidatura alla Presidenza del Consiglio per le politiche 2013. Il colloquio coi magistrati è stato quindi rinviato a data da destinarsi.
I pm di Palermo vorrebbero avere maggiori informazioni su alcuni prestiti infruttiferi fatti da Berlusconi a Marcello Dell'Utri, «indagato – scrive Repubblica – perché sospettato di essere stato nel 1994 il portavoce delle minacce mafiose nei confronti di Berlusconi in quel momento per la prima volta alla guida del governo». L'obiettivo è, dunque, quello di approfondire i presunti rapporti tra il senatore di Forza Italia e le cosche mafiosi. In particolare, nel mirino della Procura è finita una villa di Dell'Utri sul Lago di Como comprata dal Cavaliere per un prezzo ben al di sopra del reale valore di mercato. L'ipotesi dei procuratori palermitani, scrive Repubblica, sarebbe che «quando Berlusconi era premier nel 1994 forse è stato vittima anche di un'estorsione politica nell'ambito della trattativa Stato-mafia».
Nell'inchiesta sulla "trattativa Stato-Mafia", Marcello Dell'Utri è indagato insieme, tra gli altri, all'ex ministro Nicola Mancino, al senatore Calogero Mannino e ai generali dei carabinieri Mario Mori e Antonio Subranni. Secondo le ipotesi investigative della procura, il senatore sarebbe subentrato a Salvo Lima come intermediario nei confronti della mafia siciliana. Lo stesso Dell'Utri è già stato condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa; condanna prima confermata in appello, poi annullata con rinvio dalla Cassazione. Proprio oggi, a Palermo, ricomincia quel processo d'appello.