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Berlusconi chiama la piazza e attacca: “Decadenza è un colpo di stato”

Il Cavaliere dà appuntamento il 27 ai suoi per una manifestazione contro il voto di decadenza. E di Napolitano dice: “Non chiedo la grazia, tocca a lui darla”.
A cura di D. F.
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Berlusconi chiama la piazza e lo fa contro il voto sulla decadenza di mercoledì 27, giorno in cui i Senatori si esprimeranno sulla sua permanenza nel parlamento. Il Cavaliere, dopo l'annuncio della formazione di Forza Italia e la scissione dal suo "delfino" Alfano, affila le armi e attacca ancora una volta i giudici, colpevoli di aver preso nei suoi confronti "una sentenza politica, incredibile, assolutamente infondata, utilizzata per porre le basi per un processo di decadenza per l'omicidio politico del leader del centrodestra, è un colpo di Stato, non credo che possiamo accettare una violenza così fatta". Il leader di FI parla dal palco a una platea di giovani: "Non chiedo la grazia, tocca a Napolitano darla". "Ho la dignità di non richiederla – insiste – ma il presidente della Repubblica non dovrebbe avere un'esitazione nell'impedire subito l'umiliazione che io venga messo ai servizi sociali". "Sono tre notti che non dormo perché quello che sta accadendo mi preoccupa moltissimo non per me, io ho un'età veneranda e a me può succedere anche di tutto, ma sono preoccupatissimo per quel che succede al Paese, all'attacco che si sta portando alla nostra libertà senza che nessuno si alzi in piedi a dire non è possibile". Per questo il 27 i suoi scenderanno a manifestare: appuntamento in via del Plebiscito alle 14. Lo scopo è quello di stringersi intorno al leader.

Immancabile anche l'attacco alla magistratura: "Nella magistratura oggi non si giudica più per quello che è il fatto oggetto del giudizio ma o per un'ideologia politica o per un ‘do ut des' tra magistrati". Nel mirino soprattutto Magistratura democratica. "La sinistra ha preso tutti i poteri, nel giornalismo, scuola, università e così nella magistratura, fino al Csm. Tutti gli altri magistrati dipendono da Magistratura Democratica". Ma Berlusconi ha anche risposto a quanto, nel mondo dell'associazionismo, lo invitavano a scontare la sua condanna nei servizi sociali: "Vi sembra che possa umiliarmi a sentire don Mazzi dire ‘presidente venga a pulire i cessi qui da noi', e un altro che dice ‘venga qui con i ragazzi della palestra di Scampia cosi' le va giù la pancia… Credete possa umiliarmi così? Sarebbe ridicolo". Per finire è arrivato il ricordo di Vittorio Mangano, lo stalliere mafioso: "Credo che Marcello Dell'Utri abbia detto bene quando ha definito Mangano un eroe". Ed ha aggiunto. "Ogni settimana il procuratore gli diceva: tu vuoi andare a casa, ti mandiamo oggi se ci racconti dei rapporti fra Dell'Utri e la mafia, fra Berlusconi e la mafia".

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