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Xylella, l’Unione Europea apre una nuova procedura d’infrazione contro l’Italia

L’Italia continua a mancare gli interventi di prevenzione di contagio del batterio ritenuto responsabile dell’essiccamento delle piante di ulivo in Puglia: dalla Commissione Ue arriva la lettera supplementare di messa in mora.
A cura di Biagio Chiariello
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Nuova procedura di infrazione da parte della Commissione Europea contro l'Italia: ci sarebbero troppi ritardi nella lotta alla Xyella, il batterio killer degli ulivi pugliesi. L'avvertimento lo aveva lanciato già la scorsa settimana il commissario alla Salute Vytenis Andriukatis dopo l'incontro bilaterale con il ministro per le Risorse Agricole, Maurizio Martina. In quella occasione fu specificato che se il nostro Paese non avesse adempiuto alle disposizioni, bloccando l'avanzata del batterio, l'Ue "non avrebbe avuto scelta". Così è stato. L'esecutivo comunitario ha deciso di inviare una lettera di messa in mora alle autorità italiane, in quanto "è estremamente importante che l'Italia attui pienamente la decisione" Ue e "fermi l'avanzata della Xylella", ha detto all'ANSA un portavoce della Commissione.

Lo Xylella è uno dei parassiti delle piante più pericolosi, che provoca una varietà di malattie. L'Italia avrà 60 giorni per rispondere alla lettera di messa in mora inviata da Bruxelles, a quel punto sarà inoltrato il parere motivato. La situazione è peraltro complicata dalla sentenza della Corte Europea che dichiara legittimi i decreti di abbattimento delle piante infette. L'Italia, già colpita da una procedura di infrazione lo scorso dicembre, non ha osservato ad una parte delle disposizioni europee soprattutto perché, intanto, è intervenuta la magistratura di Lecce mettendo sotto sequestro gli alberi e aprendo un'inchiesta penale sull'intera vicenda.

Immediata la reazione da parte delle associazioni di categoria, tra cui spicca quella della Coldiretti: “Inaccettabile conferma dall’UE della seconda procedura di infrazione contro l’Italia, rea di non aver applicato ancora misure evidentemente inapplicabili contro la Xylella". I coltivatori rincarano: "Armiamoci e partite è stato negli ultimi 3 anni il monito dell’UE, che sulla questione Xylella fastidiosa ha responsabilità gravi sia per l’introduzione del batterio che per la gestione dell’emergenza. Dopo essersi lavata le mani circa eradicazioni, indennizzi, ricerca". "La mancanza di efficaci misure di controllo alle frontiere – si aggiunge – e del doveroso embargo avverso le aree da cui proviene il batterio che sta distruggendo gli ulivi a Lecce, Brindisi e Taranto, come ad esempio il sud America al fine di bloccare il commercio di materiale vegetale infetto, hanno causato un danno irreparabile all’olivicoltura pugliese. Per colpa delle frontiere comunitarie colabrodo la Xylella fastidiosa è ormai una malattia europea e l’UE non può continuare a bacchettare gli Stati membri, senza individuare misure opportune di sostegno contro la malattia”.

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