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News su Valentina Giunta, 32enne uccisa a Catania

Uccise la mamma a coltellate: condannato a Catania ragazzino di 15 anni, aveva confessato il delitto

Il gup del Tribunale per i minorenni di Catania ha inflitto una condanna a 16 anni di carcere nei confronti del ragazzino di 15 anni che lo scorso luglio ha ucciso la mamma, Valentina Giunta.
A cura di Davide Falcioni
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Valentina Giunta in una foto da Facebook
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Sedici anni di carcere. È questa la condanna che il gup del Tribunale per i minorenni di Catania ha inflitto – accogliendo la richiesta della Procura – al 15enne reo confesso dell'omicidio della madre, Valentina Giunta, la donna di 32 anni assassinata nella sua casa il 25 luglio del 2022. La sentenza, che riconosce il giovane colpevole di omicidio aggravato, è stata emessa al termine del processo celebrato col rito abbreviato. Valentina Giunta venne uccisa con diverse coltellate al collo e alla schiena. Il suo corpo venne trovato a terra nella stanza da letto, nella casa in cui viveva con i suoi figli.

Il ragazzo di 15 anni aveva confessato il delitto durante l'udienza per la convalida del suo fermo eseguito all'indomani del delitto dalla squadra mobile della Questura che ha svolto le indagini sul caso. Il Gip, accogliendo la richiesta della procuratrice Carla Santocono, aveva emesso un'ordinanza cautelare.

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Molto gravi sono stati giudicati gli elementi indiziari emersi a carico del 15enne. Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla polizia l'omicidio è "maturato in ambito familiare". Per l'accusa, in particolare, il 15enne non avrebbe accettato la decisione della mamma di lasciare la casa e di allontanarsi col fratellino più piccolo andandosene dal loro quartiere, San Cristoforo, e allontanandosi dalla famiglia dell'ex compagno della donna.

"L'ordinanza del Gip – aveva evidenziato la procuratrice Santocono dopo la convalida del fermo – cristallizza la ricostruzione della condotta materiale del giovane che negli ultimi mesi viveva con la nonna paterna essendosi determinato a lasciare la casa della madre nonostante la stessa avesse mantenuto un atteggiamento protettivo verso il figlio, a fronte delle ostilità alimentate dalla famiglia del padre, detenuto da tempo per gravi reati, anche contro la persona".

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