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Tragedia del Natisone

Trovati i corpi di Patrizia e Bianca, le ragazze travolte dalla piena del fiume Natisone

I cadaveri sono stati individuati a 700 metri e a un chilometro a valle dal luogo della scomparsa. Proseguono invece le ricerche del terzo disperso, Cristian.
A cura di Davide Falcioni
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Sono stati trovati dai Vigili del Fuoco nel fiume Natisone i corpi di Patrizia e Bianca, le due ragazze travolte venerdì dalla piena del fiume Natisone. I cadaveri sono stati individuati a 700 metri e a un chilometro a valle dal luogo della scomparsa. Proseguono invece le ricerche del terzo disperso, Cristian, il ragazzo che si trovava insieme alle due donne prima che i tre fossero portati via dalla corrente.

I corpi sono stati trovati non lontano dal ponte Romano, da dove erano stati avvistati l'ultima volta e da dove i vigili del fuoco avevano vanamente calato delle funi perché i giovani, trascinati dalla corrente del Natisone in piena, potessero salvarsi. Si presume, come sostengono anche alcuni esperti, che la morte delle due ragazze sia sopravvenuta pochi istanti dopo il loro passaggio sotto il ponte, quando di fatto sono scomparse alla vista. Trascinati dalla forza impetuosa delle acque, i corpi, forse già senza vita anche per la temperatura molto bassa dell'acqua, sono finiti in un anfratto o impigliati nella vegetazione. Oggi, con il livello delle acque molto più basso, praticamente tornato alla normalità, sono affiorati i cadaveri. I familiari delle vittime sono stati immediatamente avvertiti.

Procura di Udine apre un fascicolo informativo

La procura di Udine nel frattempo aperto un fascicolo informativo, senza indagati né ipotesi di reato, sulla scomparsa dei tre giovani. A confermarlo il procuratore capo Massimo Lia al Messaggero Veneto. Intanto, si è appreso che il cellulare trovato ieri in una borsetta è lo stesso dal quale è partita la telefonata al 112 con cui i tre ragazzi avevano chiesto aiuto una volta bloccati sul greto, mentre il livello delle acque saliva rapidamente.

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Chi erano i tre ragazzi scomparsi

Patrizia Cormos, nata a Colleferro (Roma) e residente a Campoformido (Udine), era una studentessa al secondo anno dell'Accademia di Belle Arti Tiepolo di Udine. Il giorno della scomparsa aveva sostenuto un esame di modellazione 3D e successivamente aveva accettato l'invito dell'amica, Bianca Doros, di fare un giro in auto e una passeggiata lungo il fiume Natisone insieme a lei e al suo compagno. Doros, di origini romene, si trovava in Italia da pochi giorni per fare visita alla famiglia. Insieme a lei c'era Cristian Casian Molnar che, residente in Romania, era anche lui arrivato in Italia da alcuni giorni, dopo un soggiorno in Austria a casa del fratello.

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