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Torino, femminicidio di Angela Dargenio: ergastolo per l’ex marito Massimo Bianco

Il pm aveva chiesto 30 anni. La guardia giurata di 51 anni il 7 maggio scorso uccise l’ex moglie con 8 colpi di pistola in un appartamento di corso Novara. La Corte d’Assise ha deciso per l’ergastolo.
A cura di Biagio Chiariello
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 La Corte d'Assise di Torino ha condannato all'ergastolo Massimo Bianco, la guardia giurata di 50 anni che lo scorso maggio a Torino ha ucciso a colpi di pistola la moglie Angela Dargenio, 48 anni, dalla quale si era separato qualche mese prima. Il pm Francesca Traverso aveva chiesto 30 anni. Bianco, per stare vicino ai due figli si era trasferito in un appartamento al piano di sopra, in uno stabile di corso Novara, nella periferia nord del capoluogo piemontese. Il delitto era avvenuto al termine dell'ennesima lite, con la donna che era morta nel tragitto verso l'ospedale.

Angela "vittima di una cultura maschilista e selvaggia"

L’avvocato Stefano La Notte, che tutela i figli della coppia parte civile contro il padre, aveva parlato di Angela Dargenio come "vittima di una cultura maschilista e selvaggia". Cultura che evidentemente esprime anche la madre della vittima: la donna, che non partecipò nemmeno ai funerali della figlia, aveva preso le parti dell'assassino. "Se l'è cercata non doveva separarsi" aveva detto a nipoti "A mio fratello ha detto che era stata colpa nostra, perché non eravamo stati abbastanza vicini a nostro padre. Lei è sempre stata dalla sua parte, quando la domenica mia madre la chiamava veniva rimproverata per le sue scelte" aveva spiegato Eleonora, figlia 26enne di Angela.

La Notte ha ricordato come in processi come questi "c’è un male e c’è un peggio. Il male è che è morta una donna, il peggio sarebbe stato lasciare i suoi figli senza giustizia".

"Sono contrario alle attenuanti generiche – la dichiarazione dell'avvocato La Notte-. Non è stato un momento di follia, non è stato il drammatico epilogo di una lite. Questo omicidio è il prodotto di una cultura e di una mentalità di paese ancora molto presente in Italia: una donna non si deve separare. «C'e' una parte dell'Italia – aveva ancora dichiarato – che non ha ancora digerito l'idea che ci si possa separare".

Per il pm si è trattato di "un omicidio nato dal senso di possesso che lui nutriva nei confronti di lei".

Massimo Bianco ha chiesto perdono ai figli

Bianco era presente in aula e ha reso dichiarazioni spontanee: "Voglio chiedere perdono ai miei figli. La mia anima e la mia mente sono tormentate e non ho pace. Chiedo perdono anche a mia moglie che ho ucciso. Mi rimetto alla legge dello Stato e a quella divina per trovare la mia pace e la mia pena".

La figlia della vittima: "Ci ha tolto la cosa più bella che avevamo"

Sempre Eleonora all’uscita dall’aula ha avuto parole dure nei confronti del padre: "Lui ci ha tolto la cosa più bella che avevamo e noi gli abbiamo tolto la libertà per sempre". Poi ha aggiunto: "Sono una donna e sono una mamma, so che cosa è una famiglia e non era quella con nostro padre". ha commentato anche le parole che le aveva detto la nonna materna "Tua mamma se l’è cercata, non doveva separarsi": "Ho provato disgusto per quella mentalità"

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