Strage a Mestre, bus caduto nei 2 metri senza barriera da un’altezza di 9 metri
Il bus sarebbe caduto di piatto dal Cavalcavia di Marghera, esattamente sul tetto. Di tanto in tanto, dopo l'incidente, i soccorritori hanno continuato a bagnare la batteria del pullman per abbassarne la temperatura e ridurre il rischio di nuovi incendi. Secondo i primi rilievi, l'autobus è caduto da un'altezza di 9,40 metri dopo aver effettuato una manovra che lo ha portato tutto a destra.
Il veicolo ha inizialmente impattato contro il guardrail e dopo 30 metri è precipitato nel cosiddetto "punto di sfogo" della barriera, uno spazio in cui non vi è presenza di guardrail. Ci vorranno settimane per stabilire con certezza le cause di ognuno dei 20 decessi registrati tra i passeggeri del veicolo. Secondo l'assessore del Comune di Venezia, Renato Boraso, il bus sarebbe caduto 50 metri dopo l'inizio del punto di sfogo.
A causare l'elevato numero di vittime, proprio la caduta del bus sul tetto. Se fosse caduto sul fianco, secondo i vigili del fuoco, non ci sarebbero state tanti morti. Qualche parziale risposta è possibile trovarla anche guardando i video girati dalle telecamere di sorveglianza ora nelle mani delle forze dell'ordine.
Gli ultimi istanti prima della caduta
Secondo quanto ricostruito finora, il bus della società Linea spa, modello E-12, ha percorso lentamente la salita del cavalcavia e l'autista, Alberto Rizzotto, 40 anni, ha compiuto a un certo punto una manovra strana, abbandonando la sua corsia di percorrenza e stringendo alla sua destra. Il guardrail arrugginito ha retto per una trentina di metri, ma poi la barriera si interrompe e l'autobus è precipitato nel vuoto.
Il pullman è caduto 50 metri dopo aver incontrato il "vuoto" nella barriera di sicurezza di quasi due metri. La ringhiera composta da tre tubi di ferro che avrebbe dovuto fermare il veicolo non era sufficiente a fermare un mezzo di quella stazza.
Cosa sono i "punti di sfogo"
I parapetti costruiti con i cosiddetti "punti di sfogo" sono ormai in disuso da anni, eppure sulle strade italiane ve ne sono ancora tantissimi. È impossibile capire se un guardrail di oggi potesse continuare a reggere. L'assessore alla viabilità del Comune di Venezia, intervistato dal Corriere della Sera, ha affermato che quelle barriere non sono a norma secondo le leggi vigenti, ma che lo erano all'epoca della progettazione.
I varchi sarebbero stati chiusi l’anno prossimo con i lavori strutturali già decisi e finanziati dal Pnrr. L’infrastruttura rientra infatti nelle opere considerate "vie strategiche di comunicazione ai fini della protezione civile".