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Sinodo Cei, bocciato il documento finale: tra i nodi leadership delle donne nella Chiesa e omosessualità

La base dell’assemblea sinodale della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), svoltasi in Vaticano, ha bocciato il testo presentato dalla dirigenza con rinvio al 25 ottobre. Tra i nodi ci sarebbero l’“accompagnamento delle persone in situazioni affettive particolari”- le persone omosessuali – e il ruolo delle donne nella leadership della Chiesa.
A cura di Eleonora Panseri
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Vescovi - immagine di repertorio.
Vescovi – immagine di repertorio.

La base dell'assemblea sinodale della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), svoltasi in Vaticano, ha bocciato il testo presentato dalla dirigenza con rinvio alla prossima assemblea del 25 ottobre.

"In queste giornate assembleari sono emerse sottolineature, esperienze, criticità", ha spiegato il Monsignor Erio Castellucci, Presidente del Comitato Nazionale del Cammino sinodale che ha guidato i lavori dell'assemblea, composta da 1.008 persone – 7 cardinali,168 vescovi, 252 sacerdoti, 34 religiosi, 17 diaconi e 530 laici, tra i quali 277 donne e 253 uomini.

Ha quindi sottolineato che "le moltissime proposte di emendamento avanzate dai 28 gruppi richiedono un ripensamento globale del testo e non solo l'aggiustamento di alcune sue parti".

"I gruppi in queste due mezze giornate hanno lavorato molto bene, intensamente e creativamente, ritrovando nel testo talvolta anche ricchezze che non emergevano a una prima lettura, e hanno integrato e corretto il testo; che tuttavia non si presenta ancora maturo", si legge ancora in un intervento di Castellucci.

Tra i nodi ci sarebbero la questione dell'“accompagnamento delle persone in situazioni affettive particolari”- le relazioni tra persone dello stesso sesso – e la “responsabilità ecclesiale e pastorale delle donne”.

"Era un testo povero, alla fine fatto male, probabilmente perché scritto in fretta: poco male, lo si riscriverà meglio e sarà votato la prossima volta", dice un vescovo citato dal Corriere della Sera. 

Il presidente Cei Zuppi: "Riconoscere ruolo delle donne anche nel governo della Chiesa; omosessuali parte di questa casa"

"Una certa delusione c'è ma non nei confronti dell'Assemblea, dove invece c'è stato un grande senso di libertà e di senso ecclesiale" ma "delusione perché è chiaro che avremmo voluto rispettare il calendario che ci eravamo dati", ha detto il presidente della Cei, il cardinale Matteo Maria Zuppi.

Sul tema delle donne, accogliendo l'invito del Sinodo generale della Chiesa, il cardinale ha spiegato a margine del briefing finale che si auspica un riconoscimento del ruolo della donna anche nel governo stesso della Chiesa.

"Criticità su temi in particolare sull'omosessualità? Più che altro è stato un problema di rilettura del testo. Non ci si è divisi, si tratta di esplicitare qualcosa che è così importante che deve essere, a mio parere, la scelta. Bisogna accogliere e farli sentire parte di questa casa. Che tutti si sentano parte di questa casa a prescindere dalle questioni affettive", ha aggiunto.

Il messaggio dei vescovi a Papa Francesco

I vescovi, in un messaggio inviato a Papa Francesco, hanno parlato di "una discussione aperta". "Abbiamo vissuto giorni di discussione aperta e di studio approfondito delle Proposizioni, elaborate nel corso degli ultimi mesi: si tratta del risultato del lavoro delle Diocesi italiane, che si sono messe in gioco per rinnovarsi. Oggi possiamo dire che già questo processo è stato una palestra di sinodalità – si legge nel messaggio -, che ci ha insegnato uno stile da mantenere anche in futuro".

I vescovi proseguono: "Abbiamo assunto decisioni importanti, che sono emerse dall'ascolto obbediente dello Spirito e dal dialogo franco tra di noi. La Chiesa non è un parlamento, ma una comunità di fratelli riuniti nell'unica fede nel Signore, Crocifisso e Risorto: ciascuno ha portato e ha proposto quindi il suo bagaglio di fede, speranza e carità".

Quindi, la Cei informa Papa Francesco sull'esito dell'assemblea che non era quello preventivato: "Le riflessioni che sono scaturite confluiranno nel testo che verrà votato il 25 ottobre in occasione della prossima Assemblea sinodale. Pensiamo che questo dinamismo rappresenti pienamente la sinodalità, in quanto vede tutti i ministeri ecclesiali procedere insieme, ciascuno con le proprie competenze e in armonia".

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