Siccità, com’è cambiato il Lago Maggiore: “Dobbiamo iniziare a pensare seriamente al nostro stile di vita”
Lo spazio intorno alle rive del Lago Maggiore, tra Pallanza e Stresa, è completamente occupato dagli esseri umani. Strade, spiaggette attrezzate, piccoli moli per imbarcazioni da diporto, ristoranti con terrazza vista lago.
Ci sono delle novità però: nuovi piccoli canneti, insenature dalle quali spuntano copertoni pieni di cemento che un tempo erano ancore per le imbarcazioni. Le passerelle per le barche sono deserte. Alcune, troppo alte rispetto al livello dell'acqua, descrivono con un'occhiata la situazione attuale del Lago Maggiore.
"Quella riga nera – indica l'Ingegner Marzia Ciampitiello del CNR IRSA, Istituto Ricerca sulle Acque – è il livello medio del lago. Diciamo che siamo 80 centimetri sotto il livello che ci aspetteremmo rispetto ai dati medi del periodo". E quando il lago è troppo basso, al di là dei problemi di navigazione, spuntano sì nuove spiagge, ma anche molti habitat naturali vengono compromessi.
"I livelli bassi – spiega la Biologa Angela Boggero, ricercatrice di CNR IRSA – influenzano notevolmente la fauna, inducono la morte di determinati organismi, quelli più sensibili, che sono a loro volta nutrimento per anfibi, rettili, uccelli e pesci; il pescato qui è di fontamentale importanza. Ogni volta che il lago si abbassa – prosegue Angela Boggero – i pesci non riescono più a raggiungere i litorali che sono loro favorevoli per la frega, quindi per la deposizione delle uova".
Il livello del Lago Maggiore è gestito dal regolatore governativo della Diga della Miorina, un'infrastruttura che è situata a valle del Lago e dal quale prosegue la sua corsa verso il Po il fiume Ticino. La diga è in grado di gestire il livello generale delle acque del Lago Maggiore e la portata del Fiume Ticino, ma nulla può fare contro il perdurare della siccità.
"Se guardiamo al Piemonte – spiega il Direttore Generale di Arpa Angelo Robotto – abbiamo un deficit di pioggia del 45%, sul Verbano siamo al -50, -60%. A gennaio 2023 abbiamo avuto un +0,7 gradi di temperatura media e il 2022 è stato uno degli anni più caldi, con +0,4 gradi centigradi di aumento medio della temperatura. Abbiamo accumulato un deficit pesante di acqua che è venuta a mancare, sotto forma di pioggia o di neve".
L'isola dei pescatori è l'isola più piccola del Lago Maggiore, viene chiamata anche Isola Superiore ed è a una manciata di metri dall'Isola Bella, quella in cui abitano i Borromeo, i principi che ancora detengono antichissimi diritti di pesca sulle acque del Lago. L'isola dei pescatori ha 19 residenti e Stefano Ruffoni, pescatore e ristoratore, vive qui con la sua famiglia e quella di suo fratello.
"Ogni mattina ci contiamo per vedere se ci siamo tutti – scherza Stefano, che racconta di come ha visto il Lago cambiare nel tempo, insieme al clima, al sole, alla neve, ai pesci – in cinquant'anni il Lago è cambiato in primis in termini di pesce, avevamo tanti pesci nel lago, va a sapere se per il cambiamento climatico, perché non c'è neve, non c'è pioggia, temperature più alte, con l'acqua del lago che si scalda manco fosse una piscina".
"Oltre che a sperare nella pioggia – conclude il Direttore di Arpa Piemonte Angelo Robotto – e la pioggia arriverà, bisogna riflettere su come razionalizzare il consumo di acqua a tutti i livelli, dai privati cittadini agli agricoltori e all'industria".
"Dobbiamo iniziare a pensare seriamente a cambiare il nostro stile di vita, quindi a pensare di consumare meno acqua, meno energia, meno risorse naturali e cominciare a pensare di adattarci al cambiamento climatico, il che non significa andare a cercare a tutti i costi acqua ovunque, ma a vivere con meno acqua".
"Come va va io resto qua – è convinto Stefano Ruffoni – sulla mia isola, con la mia pesca, con il mio ristorante. Io non cambio mi spiace, cambia il tempo ma io no".