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Si finge pentito e chiede di collaborare con la giustizia per uccidere la pm durante l’interrogatorio

Pancrazio Carrino, 42 anni, tra gli indagati dell’operazione The Wolf che aveva permesso alla giustizia salentina di smantellare i clan Lamendola-Cantanna, aveva chiesto di collaborare con la giustizia per uccidere la pm durante l’interrogatorio. “Dovevo sgozzarla con un coltellino artigianale realizzato in ceramica”
A cura di Gabriella Mazzeo
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Un uomo avrebbe finto di voler collaborare con la giustizia solo per essere interrogato dalla pm della Dda di Lecce, Carmen Ruggiero, e per tagliarle la gola durante l'incontro. Il piano è fortunatamente fallito e sarebbe stato ideato dal 42enne Pancrazio Carrino, uno degli indagati coinvolto nell'operazione The Wolf che portò la magistratura salentina a smantellare il clan Lamendola-Cantanna nel luglio del 2023. Il bersaglio era proprio la titolare dell'inchiesta che aveva ottenuto dalla gip Francesca Mariano l'ordinanza di custodia cautelare a carico di 22 persone.

La dinamica dei fatti

A salvare la titolare dell'inchiesta è stato un tenente dei carabinieri, che ha fortunatamente trovato il coltello e ricostruito le intenzioni del 42enne che aveva chiesto il colloquio con la pm per "tagliarle la gola senza essere bloccato". La pm era stata oggetto di pesanti minacce nei mesi scorsi e molte altre indagini sul mondo della Sacra Corona Unita e dei clan portano la firma di Ruggiero. La giudice aveva concesso a Carrino l'incontro per la collaborazione con lo Stato il 31 luglio del 2023.

Il blitz risaliva ad appena qualche giorno prima e l'interrogatorio sembrerebbe essere andato bene, almeno da quanto si poteva leggere dalle carte. Durante l'incontro, Carrino aveva infatti confermato quanto emerso dalle indagini e "raccontato la sua storia all'interno della criminalità organizzata a parte dal 2010". Il 23 ottobre scorso, però, al pm del carcere di Terni ha invece confessato una storia diversa.

L'intenzione di uccidere la pm

Il 31 luglio scorso, l'uomo avrebbe voluto aggredire la pm senza rivelare nulla della sua storia criminale. Davanti al pm del carcere di Terni ha affermato di non "aver mai fatto parte dei clan", in netta contrapposizione con quanto raccontato a Ruggiero che era invece la vittima designata dell'aggressione. Quell'interrogatorio, in realtà, doveva servire ad assassinare la giudice senza essere fermato. Nel verbale del 23 ottobre 2023, aveva raccontato di essersi presentato con un coltello artigianale nei pantaloni.

Con la pm vi era fortunatamente anche il tenente dei carabinieri che aveva notato i movimenti sospetti di Carrino. L'uomo stava infatti provando a prendere le misure per aggredire "indisturbato" la pm. A quel punto era andato in bagno per estrarre l'arma e fare nuovamente il suo ingresso nell'aula, ma il tenente, insospettito, era riuscito a bloccarlo prima del suo arrivo davanti alla pm, togliendogli il coltellino artigianale. "Era il periodo in cui assumevo molti farmaci (sedativi ndr). Se fossi stato lucido – ha raccontato poi al pm di Terni – come lo sono adesso, Carmen Ruggiero sarebbe già storia".

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