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Ricoverato per Covid a New York: conto di 100mila dollari per Vicesindaco di Azzano

Centomila dollari di ospedale più 2.500 dollari per gli 800 metri in ambulanza, è il conto presentato a Francesco Persico, 33enne italiano su malgrado finito in terapia intensiva per Covid in un ospedale statunitense di New York. “L’assicurazione non avrebbe pagato se l’Oms avesse dichiarato la pandemia globale. La mia fortuna è essere stato ricoverato prima” ha raccontato il vicesindaco ad Azzano San Paolo.
A cura di Antonio Palma
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“C’è da saldare un conto da 100mila dollari. Con cosa paga?” è la domanda che si è vista rivolgere appena uscito dall’isolamento per covid in ospedale Francesco Persico, 33enne italiano su malgrado finito in terapia intensiva in un ospedale statunitense di New York nella prima ondata di contagi. “Per fortuna ero assicurato ma in quel momento il timore era per una clausola che diceva che l’assicurazione non avrebbe pagato se l’Oms avesse dichiarato la pandemia globale. La mia fortuna è essere stato ricoverato prima ha raccontato il diretto interessato al Corriere della Sera che ha ricostruito la sua storia.

I fatti risalgono al marzo scorso, quando all’inizio della pandemia mondiale da covid il trentatreenne lombardo, vicesindaco ad Azzano San Paolo, in provincia di Bergamo, si è ammalato mentre era in Usa dove era arrivato pochi giorni prima insieme ad altri colleghi per lavorare alla costruzione di un grattacielo a New York. Prima è arrivata la febbre poi le difficoltà respiratorie sempre più accentuate fino al ricovero. In quel momento nessuno era preparato all’evento

“Ho aspettato mezz’ora sull’ambulanza, il personale ha allestito uno spazio lì per lì, mi hanno trasferito nel reparto di malattie infettive. Da me entravano protetti ma poi, li vedevo dal vetro, si cambiavano in corridoio. Mi hanno trasferito in terapia intensiva, con la maschera facciale dell’ossigeno” h raccontato Persico definendosi “paziente zero in quell’ospedale”, il Mount Sinai West.

Alla fine del ricovero è arrivato il conto, “Centomila dollari di ospedale più 2.500 dollari per gli 800 metri in ambulanza. Per fortuna, e ringrazio la mia azienda, ero assicurato ma in quel momento il timore era forte anche a casa, con il costo di 8.000 dollari al giorno in terapia intensiva” ha ricordato il 33enbe che è tornato a casa solo il 4 aprile, con un volo Alitalia per il rimpatrio dei connazionali ma ha potuto fare il tampone solo il 15 dello stesso mese e rivedere la bimba e la moglie due mesi dopo. “Rispetto a tante polemiche, non abbiamo nulla da imparare sulla serietà e capacità di gestire l’emergenza” ha sottolineato Persico

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