Pulisce le strade a Padova: giudice vede le foto e sospende espulsione in Nigeria. La storia di Happy

Happy Ijebor ha 28 anni, è originario della Nigeria e, da otto anni, ogni mattina dalle 8 alle 13, si dedica alla pulizia di marciapiedi e giardini a Padova, nelle zone di Forcellini, Sacra Famiglia, Madonna Pellegrina, Città Giardino, Sant’Osvaldo e Terra Negra. Con scopa e paletta, svolge questo lavoro volontario con un obiettivo preciso: integrarsi e ottenere un permesso di soggiorno, che attende da cinque anni in pendenza di giudizio.
Il giovane racconta di essere fuggito dalla Nigeria per motivi religiosi, temendo per la sua vita a causa di persecuzioni legate a gruppi cultisti. Tuttavia, la sua richiesta di protezione internazionale è stata respinta due volte dalla commissione territoriale, l'ultima delle quali con una procedura accelerata, motivando il diniego con la "manifesta infondatezza" dei motivi della richiesta di asilo.
Nonostante gli anni trascorsi in Italia e il suo impegno nel contribuire alla comunità, Happy è stato quindi invitato a lasciare il Paese.
A questo punto, un incontro casuale cambia la sua storia: Aleksandra Stukova, dottoressa in legge dello studio dell’avvocata Caterina Bozzoli, viene a conoscenza della sua vicenda e decide di aiutarlo. Il caso viene portato davanti al tribunale di Venezia, dove il giudice Vincenzo Ciliberti prende in esame la documentazione presentata. Tra le prove, ci sono numerose fotografie che ritraggono Happy al lavoro, intento a mantenere pulita la città.
Di fronte a queste evidenze, il giudice concede la sospensione del rigetto della richiesta di protezione e del rimpatrio, fissando un’udienza per il 2030. Permesso di soggiorno dunque rinnovato di fatto per altri cinque anni. Come ha dichiarato l’avvocata Bozzoli al Corriere Veneto, Happy Ijebor avrà quindi diritto a un permesso di soggiorno in pendenza di giudizio.
"Abbiamo sette anni di tempo – ha aggiunto la legale – per trovargli un lavoro regolare, permettergli di frequentare una scuola serale, imparare l’italiano e conseguire la licenza media, in modo da garantirgli un futuro migliore."