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Pisa, 12enne operato d’urgenza dopo un calcio nei testicoli a scuola. La mamma: “È bullismo”

La denuncia della mamma di un dodicenne di Pisa: il figlio per mesi sarebbe stato insultato in una chat Whatsapp con compagni di scuola e poi anche aggredito fisicamente. A maggio un compagno gli ha dato un calcio nei testicoli che lo ha fatto finire in ospedale. Dopo la querela dei genitori un’indagine dovrà chiarire se l’adolescente sia stato o no vittima di bullismo.
A cura di Susanna Picone
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Un ragazzino di dodici anni che per mesi viene preso di mira dai compagni, con insulti e derisioni su Whatsapp, e che poi viene aggredito fisicamente. Un’aggressione culminata con un calcio alle parti intime e costata un'operazione d'urgenza. La vittima di questa storia è un ragazzino di Pisa, a raccontarla il quotidiano online Pisatoday. Un’aggressione che ha portato a un'indagine della procura pisana, dopo la querela dei genitori del dodicenne, che dovranno chiarire se l'adolescente sia stato o no vittima di bullismo. A parlare della vicenda la madre dell'alunno che chiameremo Marco: “Mio figlio ora sta meglio – ha detto – ma la scuola dovrà rispondere di quanto accaduto”. Come riporta il quotidiano, referti medici e documentazione alla mano i genitori del bambino hanno parlato di quanto accaduto dicendosi convinti che “non è stato fatto abbastanza per evitare che si arrivasse a questo punto”. La scelta dei genitori di rendere pubblica la vicenda è legata alla loro volontà di "sensibilizzare contro questa violenza che non si può tollerare in una scuola”.

La denuncia della madre del dodicenne – “Se si fosse intervenuti prima in modo deciso – sostengono i genitori del dodicenne finito in ospedale – si sarebbe evitata questa sofferenza a nostro figlio. L'inerzia peggiora le cose, non solo per i contraccolpi fisici o psicologici, ma perché poi passa il messaggio che ti devi difendere da solo, che non ti tutela chi è deputato a farlo. Come lo Stato, e in questo caso la scuola”. Secondo la mamma del ragazzo, tutto sarebbe iniziato lo scorso ottobre da una chat su Whatsapp in cui una bambina parlava male del figlio: “Con lei c'erano stati già dei problemi l'anno prima, tanto che ebbi anche una discussione con la madre. Comunque per questa frizione hanno litigato, così lei ha creato un altro gruppo a parte dove ha aggiunto i compagni e chiesto loro di schierarsi contro mio figlio. Qualcuno lo ha difeso, e anzi ha poi fatto gli screenshot degli insulti e fatto sapere cosa stava succedendo. Così andai dalla dirigente scolastica a denunciare il fatto. Mi convinse a non andare alla Polizia Postale, che avrebbe sistemato lei la cosa. Di quella chat poi non si è saputo più nulla. Sapendo poi cosa è successo, oggi sto male al pensiero di non esserci andata, alla Polizia”.

La matita nell'ano e il calcio nei testicoli – Poi un secondo episodio a febbraio: “In classe un giorno un bambino, vedendo mio figlio sporgersi in avanti, gli ha infilato una matita nell'ano. Alcuni alunni hanno riso. C'era un supplente, che non ha visto niente. Marco ha chiesto di uscire e ha cominciato a piangere. Era saturo della situazione. In seguito ha vomitato. Se tutto questo succedeva alle 11, io l'ho saputo dalla telefonata di una mamma alle 15, che mi chiedeva come stava”, il racconto della mamma. Poi ancora un episodio a fine maggio: “Vado a prendere Marco a scuola e lo vedo turbato. All'uscita mi dice di aspettare, che doveva parlare con un compagno. ‘Perché lo hai fatto?' gli chiedeva. Abbiamo saputo poi che nelle ultime ore di lezione, c'era palestra, Marco aveva difeso un suo amico da un bambino che lo insultava. Questi – un compagno ancora diverso – per risposta prima lo ha preso a pizzichi, con le unghie. Poi usciti dalla palestra, diretti verso l'uscita, gli ha dato un calcio nei testicoli”. Marco a quel punto è stato portato al pronto soccorso e dopo gli esami del caso i medici hanno deciso di intervenire per scongiurare possibili danni ulteriori. Il ragazzino è stato operato il giorno stesso. L'intervento è andato bene: 20 giorni di prognosi, più altri 10 alla visita di controllo. Quindi la decisione di procedere legalmente.

Il commento della dirigente scolastica – La dirigente della scuola media, interpellata sul caso, avrebbe parlato di diversi episodi in tante classi e non di bullismo: “L'ultimo caso a cui si riferisce la mamma è avvenuto fuori dalla scuola, ma siamo intervenuti comunque con un provvedimento disciplinare. Non ci tiriamo indietro, sono stati coinvolti anche i genitori. Se la mamma ritiene di voler fare causa alla scuola lo faccia. Vedremo poi come andrà, ma non è detto che avremo torto”. La dirigente scolastica ha parlato anche delle attività e dei percorsi educativi attivi a scuola spiegando che ci sono cose che comunque “la scuola non può vedere”.

La "beffa" della recita sul bullismo – La denuncia dei genitori, presentata lo scorso 11 giugno, è diretta alla dirigente scolastica e ai genitori dell'aggressore, un coetaneo della vittima, con la richiesta di individuare anche quanti che nel periodo preso in considerazione siano venuti a conoscenza di altri episodi vessatori e abbiano omesso di denunciarli. L'ultima beffa, secondo la mamma del dodicenne, “è che le attività conclusive dell'anno scolastico prevedevano una rappresentazione sul fenomeno del bullismo: ecco, quella recita si è svolta regolarmente mentre mio figlio era in un letto di ospedale con un'agocannula in un braccio, proprio in conseguenza di quegli atti che la scuola dovrebbe contrastare e che lui ha provato a fare mettendo in pratica gli insegnamenti ricevuti in famiglia e anche dalle insegnanti durante alcuni cortometraggi girati a scuola su quelle tematiche”.

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