Perché la 22enne accusata di aver sepolto i figli a Parma non va in carcere dopo la decisione della Cassazione
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La 22enne Chiara per ora non andrà in carcere ma presto potrebbe iniziare un processo nei suoi confronti. La donna è accusata di avere ucciso e sepolto i cadaveri dei figli appena partoriti nel giardino della sua casa di Traversetolo, in provincia di Parma. Ieri martedì 25 febbraio è arrivata la notizia che la Cassazione ha annullato con rinvio, per disporre un nuovo giudizio, l'ordinanza del Tribunale del Riesame di Bologna che aveva accolto l'appello della Procura disponendo il carcere per la ragazza. Oggi invece la Procura ha chiuso le indagini e notificato l'avviso all'avvocato difensore Nicola Tria. Ma cosa succederà ora? Perché la 22enne non andrà in carcere? A Fanpage.it ha chiarito tutto Valerio De Gioia, consigliere della Corte d'Appello di Roma.
La Cassazione ha annullato l'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva disposto il carcere, cosa succede ora?
Si tratta di un annullamento con rinvio. Il Tribunale del Riesame, dunque, dovrà, in diversa composizione, pronunciarsi nuovamente sulla richiesta di applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti della ragazza che, nel frattempo, rimarrà agli arresti domiciliari.
Con queste gravi accuse perché è rimasta agli arresti domiciliari?
Perché le misure cautelari richiedono, quali presupposti, non solo i gravi indizi di colpevolezza (nella specie ricorrenti, attesi i numerosi elementi nella disponibilità degli inquirenti e della parziale confessione resa dalla indagata), ma anche le esigenze cautelari. In attesa delle motivazioni, si può ipotizzate che la Suprema Corte non abbia condiviso le argomentazioni del Tribunale della Libertà, laddove ha affermato che il carcere è l’unica misura idonea a scongiurare un rischio di “recidiva” specifica, ossia di reiterazione del medesimo reato (infanticidio).
Quando la donna potrebbe rischiare il carcere?
Per effetto della nuova pronuncia del Tribunale del Riesame, che, meglio motivando, potrebbe riapplicare la misura della custodia cautelare in carcere oppure nel caso in cui la giovane donna trasgredisse la misura in atto, ad esempio, allontanandosi dalla abitazione senza autorizzazione o non rispettando le prescrizioni impostele.
Al difensore della donna è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini. Cosa vuol dire questo?
La conclusione delle indagini ha solo due sbocchi: la richiesta di archiviazione (qualora non si disponga di elementi per sostenere l’accusa in giudizio) o il rinvio a giudizio. Per quello che ho letto, ritengo che a breve la donna assumerà la veste di imputata davanti alla Corte di Assise.