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Omicidio-suicidio Prato: la bambina era in casa mentre la mamma veniva uccisa dal papà

Quando Leonardo Santini ha ucciso la compagna Claudia Corrieri, per poi suicidarsi da un ponte, in casa con loro c’era probabilmente anche la figlia di 2 anni. Il particolare emerge dalle indagini sull’omicidio-suicidio avvenuto a Briglia di Vaiano, in provincia di Prato. Solo dopo il delitto l’uomo avrebbe accompagnato la bambina dai nonni.
A cura di Susanna Picone
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La figlia di due anni di Leonardo Santini e Claudia Corrieri probabilmente si trovava in casa quando l'uomo ha ucciso la compagna nell'abitazione di via Spartaco Lavagnini, alla Briglia di Vaiano (Prato), giovedì scorso, prima di togliersi la vita gettandosi dal ponte sospeso sul torrente Lima, a San Marcello Pistoiese. A esserne convinti sono i magistrati della Procura di Prato e i carabinieri che dal giorno dell'omicidio-suicidio stanno lavorando per ricostruire la dinamica dell'accaduto. Sarebbe quindi smentita la prima ricostruzione secondo cui la piccola sarebbe stata portata dai nonni prima del litigio tra i genitori e dell'omicidio.

Cosa è emerso dalle immagini delle telecamere – A quanto si apprende, le immagini delle telecamere di videosorveglianza acquisite dai carabinieri mostrerebbero un unico passaggio dell'auto di Leonardo Santini dalla sua casa verso la strada. Secondo questa nuova ricostruzione, dunque, Leonardo Santini, disoccupato di 50 anni, avrebbe avuto una furiosa lite con Claudia Corrieri, 38enne dipendente di un centro estetico a Prato, ancor prima di accompagnare la bambina dai nonni. Forse il delitto è avvenuto di notte, quando la bambina dormiva in un'altra stanza. Poi, dopo aver ucciso la compagna, l'uomo avrebbe scritto un biglietto trovato dai carabinieri nell'abitazione e si sarebbe occupato di portare la figlia dai genitori, poco dopo le 9 del mattino. Poi si sarebbe diretto con l'auto a San Marcello Pistoiese, dove si è tolto la vita.

Claudia colpita con un pesante corpo contundente e con un'arma da taglio – Intanto dall'autopsia effettuata sul corpo della donna sarebbe emerso che la 38enne è stata colpita più volte alla testa con un pesante corpo contundente – forse un martello – ma la ferita mortale le è stata inferta alla gola con un'arma da taglio che non è stata ritrovata.

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